Archivio per novembre 2011

Partito Democratico di Senago: l’alter ego della Lega, la solita manfrina

La scorsa settimana il PD di Senago ha tenuto una conferenza stampa per chiarire la propria posizione in merito alle vasche di laminazione. Presenti nella sala del proprio circolo, il coordinatore Rocco Lucente ed il loro Supervisore Franco Mirabelli, consigliere regionale del PD, nonchè il solito Pepe, fautore dell’azione politica che ha portato alla sconfitta del centrosinistra alle ultime elezioni di Senago, votando contro l’alleanza di centrosinistra formata da Insieme per Senago-Rifondazione-Senago Democratica (ora SEL) e regalando il governo della città alla Lega alleata della Farfalla e del PDL, con le tragiche conseguenze che abbiamo tutti potuto vedere..

Sostiene Mirabelli nelle sue dichiarazioni: << Le vasche di laminazione non sono una soluzione al problema. Una misura d’emergenza>>.

Tanto per iniziare i contenuti appaiono poco comprensibili e sembrano dire “si le vasche vanno fatte per l’emergenza (expo 2015 n.d.r.) poi si vedrà”, ovvero l’esatto contrario del no alla vasche che invece Pepe sembra affermare. Ci appare poi alquanto debole, se non strano, convocare una conferenza stampa solo per dire no alle vasche.

Infatti in paese c’è chi si mobilita da più di un anno contro questo, ed il PD si limita a dire un pacato e sommesso “NO ma forse SI”. Purtroppo possiamo solo constatare che ad oggi il PD non ha fatto assolutamente nulla per contrastare le vasche, nonostante i propri mezzi e le forze che potrebbe essere in grado di mobilitare. Non ultimo il consigliere Mirabelli che, nella piena facoltà di intervenire in consiglio regionale, non ha mai prodotto un atto ufficiale che dicesse no alle vasche a Senago.

Ma la risposta a questo è molto semplice e basta leggere sul sito di Mirabelli dove un suo recente articolo (del 5 settembre 2011) conclude con le seguenti parole: <<Credo, lo ripeto, si debba fare ciò che è già stabilito e finanziato e siamo impegnati per questo. Chiedendo alla regione di trovare con l’amministrazione di Senago una soluzione per collocare la vasca di laminazione in un sito concordato garantendo ai senaghesi  un risarcimento per l’onere che si assumono.>>

Per lui, per il PD, è solo una “banale questione monetaria”. Ecco allora spiegato il perchè di una conferenza stampa, chiamata alla rinfusa solo per salvare le proprie apparenze in vista delle elezioni amministrative a Senago. A questi politici del PD delle vasche non  gliene frega niente e stanno solo prendendo in giro i cittadini senaghesi!

Se questa è la coerenza politica che spetterà a Senago, ci sentiamo di preferire un commissario ad interim. Non capiamo poi come le altre forze di centro sinistra, Insieme per Senago e SEL –  ex Senago Democratica ovvero una costola uscita dal PD perchè in CONFLITTO con gli stessi ed attuali organi dirigenti del partito – ,  possano trovare un percorso comune per governare.

Come Rifondazione nei mesi scorsi avevamo cercato un confronto con queste rappresentanze, per affrontare i veri temi che la politica senaghese aspetta da tempo, al fine di trovare una via comune che portasse beneficio al paese, ma tutti loro si sono sempre negati, preferendo un percorso che ci tenesse lontani. Forse temono le nostre intenzioni che proclamano come primo punto del nostro programma “STOP al CONSUMO di TERRITORIO”. Evidentemente la lobby dei costruttori di cemento qui è ancora forte.

Nella conferenza stampa, il magico trio Lucente, Pepe e Mirabelli, attacca poi gratuitamente l’operato dei consiglieri e dell’assassore di Rifondazione già in carica al precedente governo di Senago, dicendo che sapevano delle vasche. Grossomodo la stessa nauseabonda posizione della lega, ma entrambi questi partiti erano presenti in Consiglio. Ci chiediamo per esempio dov’erano i cinque cosiglieri ed i tre assessori del PD quando in regione, sede di lavoro del loro consigliere Mirabelli, si accingevano a mettere le fondamenta del progetto vasche, passato in sordina con l’ormai famoso “Contratto di Fiume” al quale il Comune di Senago non ha partecipato semplicemente perchè è stato volutamente tenuto fuori ed all’oscuro di tutto. Insomma una sterile polemica da campagna elettorale, usata per insultare il lavoro di Rifondazione che aveva per esempio impedito la colata di cemento che proprio il PD voleva portare sulla piazza del mercato. Fu grazie al nostro assessore ed ai nostri consiglieri che questo fu impedito.

Chi poi ha seguito la vicenda vasche ha potuto ben vedere l’impegno profuso fin dall’inizio da Rifondazione, che non ha mai esitato a schierarsi contro le vasche  a fianco del Comitato e di cui continua a sostenere le azioni approvando tutte le sue battaglie, senza se e senza ma, a fianco dei cittadini di Senago.

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Politici in discarica!

E’ nato il governo Monti, un governo non votato dal popolo italiano quindi un governo fuorigioco, abusivo ed ai limiti della democrazia, presieduto da un ricco figlio di banchieri e quindi, come molti suoi simili, incapace di comprendere come la gente comune deve fare per arrivare a fine mese.

E’ pur vero che non era più possibile andare avanti in questo modo, lo si diceva da anni ed il parlamento sembrava oramai uno stadio durante una partita giocata da un governo che dava costantemente il meglio della propria tragedia, ma questo purtroppo è quanto è avvenuto e la situazione di oggi è solo peggiorata.

Come ho già avuto modo di dire, nella mia lunga vita mi vedo tornare agli anni ’30 e ’40 del secolo scorso, in piena dittatura, ma cos’è cambiato adesso da allora? Mah!

Forse è giunta l’ora per tutti di aprire gli occhi, o ci troveremo a mendicare ai semafori e a dormire alle stazioni. Permettetemi allora una battuta, mi è rimasta solo un poco d’ironia (che per ora non si paga): PIL = Partitito Italico Ladri, ecco cos’è oggi il parlamento.

E mentre l’Italia affoga sotto alluvioni e frane, tanto al nord quanto al centro ed al sud, questi politici trovano il modo di finanziare Roma capitale (ma non lo era già capitale?). Provate allora a sentire cosa ne pensa la gente che è rimasta senza casa. Ah è vero, l’ICI risolverà tutto. Povera Italia, poveri noi.

(lettera alla redazione)

E’ nostro il futuro e la libertà!

…dallo Spettacolo “UN NUOVO MONDO È POSSIBILE”, a proposito di precarietà, indignazione e voglia di riscatto!

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di domenico finiguerra, visita il suo sito http://domenicofiniguerra.it/

In Italia i precari sono circa 4 milioni. Contratti a tempo determinato, co.co.co., co.co.pro. lavori a progetto, lavori usa e getta. Il consumismo, alla fine è arrivato anche sulla pelle delle persone. Perché ormai, la merce, sono le persone. La merce, siamo noi. Ti compro, ti uso, ti getto. Ti ricompro, ti riuso, ti rigetto. E così via. E anche se sei superformato, supertitolato, superlaureato, sei comunque l’Italia peggiore!Un giorno, i mercati e l’economia hanno detto alla politica e ai governi: per garantire la crescita ci vuole flessibilità. Altrimenti non c’è sviluppo, non c’è competitività.
La politica e i governi, di sinistra e destra, hanno ubbidito! Mettendosi sull’attenti. E sperando forse di incassare i dividendi in termini di consenso.
Poi, però, la flessibilità si è subito trasformata in precarietà. Un sogno all’incontrario: la principessa, dopo il bacio con il rospo, è divenuta anch’essa un viscido anfibio. Un incubo. Un dramma!Un dramma vissuto soprattutto dai giovani sulla loro carne viva, spogliata della dignità stessa.Un dramma come quello di Katia, 36 anni, giovane ricercatrice lasciata a casa perché incinta, al 6° mese e con il mutuo da pagare. Si vabbé, ci sarà lo stipendio di suo marito, del suo compagno.
Precario anche lui!
Per fortuna esistono gli ultimi ammortizzatori sociali: gli aspiranti nonni, che si privano mensilmente di un quinto della loro pensione per pagare le bollette in scadenza. Immaginate l’orgoglio di questi nuovi genitori. Ancora ad attendere la paghetta, come quando erano tredicenni. La paghetta per comprare il latte e i biscotti per la colazione dei loro figli.

Un dramma come quello di Roberto, 55 anni, tecnico di laboratorio in una scuola professionale nel Milanese.
Lasciato a casa al termine dell’ennesimo contratto a progetto, comincia a vendere divani e accessori per il bagno.
Ma lui non è portato a vendere cuscini. Lui è un tecnico. Signora, questo sofà si intona molto con i suo orecchini…. Altro che beato chi se lo fa il sofà… Roberto si ritrova a pochi anni dalla pensione a distribuire volantini che invitano a fare la spesa al supermercato. A 400 euro lordi al mese. Evviva il 3×2!

Un dramma come quello di Sergio, 27 anni.
La sera del 23 dicembre 2010 va nel suo box. È di Cagliari Alfredo e lavora in una ditta di soccorso stradale.
Anche se rinnovati di anno in anno, ha dieci anni di anzianità sulle spalle, e si sente abbastanza sicuro del futuro e così, poco prima di Natale, acquista un’automobile per se e un televisore per la sua mamma.
L’auto, naturalmente, la prende a rate.
Poi, improvvisamente, il futuro non c’è più.
Licenziato! Anzi, non rinnovato, scaduto! Come il suo contratto.
Il ragazzo è disperato. Non vuole più gravare sulla famiglia.
E così, l’antivigilia di natale, all’ora del TG, si reca nel garage, Alfredo.
Poco dopo la madre lo trova impiccato. Con la lettera di licenziamento stretta tra le mani. Perdonami mamma! Perdonami per il dolore che ti provoco, ma io non ce la faccio più.

La Politica. Cosa dovrebbe fare la politica? Dovrebbe riaffermare la sua supremazia sull’economia e rimettere al centro il diritto al lavoro e non il diritto al profitto, art. 41 della costituzione: l’iniziativa economica privata è libera, ma non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La bella politica sarebbe quella che dopo che hai passato un quarto della tua vita a studiare, ti considera una persona, portatrice di diritti e di doveri, e non un peso o ancora peggio un semplice numero nella contabilità del PIL, il prodotto interno lordo, che come diceva Bob Kennedy, ci dice tutto della nostra economia, ma non ci dice se possiamo davvero essere fieri del nostro paese.
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Numero ZERO

E’ in distribuzione in questi giorni il “numero zero” diRifosenago, la rivista del Circolo di Rifondazione Comunista di Senago che, speriamo, avrete il piacere di ricevere nelle vostre cassette della posta.

Per chi si trova all’estero, per chi non ha voglia di aspettare o per chi non riuscirà a ricevere la rivista in formato cartaceo, la rendiamo ora disponibile anche in formato .PDF, nella sezione “Rivista” di questo blog. O più semplicemente clicca qui.

Buona lettura

la redazione

BASTA LA PATRIMONIALE ? (Che non ci sarà)

«Se non ci sarà la patrimoniale, non ci sarà più nemmeno il cambiamento». A sostenerlo il leader di Sel e presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ospite a ‘Che tempo che fa’, il programma di Fabio Fazio. Dopo aver ricordato che, in realtà, il governo Berlusconi senza che nessuno se ne rendesse conto chiaramente aveva già messo la patrimoniale sui ceti medio bassi, «abbiamo bisogno -osserva Vendola- di iniziare la musica di questo governo nuovo dallo spartito della patrimoniale».

Il problema è sempre lo stesso e Vendola pare non accorgersene. Insomma, domandiamo al governatore della Puglia, basta la patrimoniale per sostenere l’insostenibile governo Monti? Basta la patrimoniale, che riteniamo una misura giusta per far pagare chi i soldi ce li ha, per digerire gli attacchi preannunciati dal programma di Monti alle pensioni, al mondo del lavoro, ai beni pubblici? Secondo noi no e vorremmo che almeno a sinistra ci fosse chiarezza su questo. Partiamo dal fatto che il governo Monti è stato ‘eletto’ dalla troika (Fmi, Bce, Ue), non dal popolo, e che quindi risponde ai diktat della stessa. Dunque, non solo attuerà le misure vergognose del precedente governo Berlusconi (riforma gelmini, tagli agli ee.ll., legge stabilitaà, etc.), ma ne aggiungerà altre non meno pesanti, come quelle della proposta ‘Ichino’ che smonta l’articolo 18. Misure che non ci faranno certo uscire dalla crisi, anzi la peggioreranno, aumentando disuguaglianze, disoccupazione, povertà.

Questo il nuovo e drammatico quadro che abbiamo davanti e la sinistra ha una sola scelta: organizzare un’opposizione forte e duratura. Tutte quelle forze sociali e politiche che si pongono all’opposizione del governo monti devono stabilire fra loro un patto di consultazione permanente al fine di non disperdere le forze e connettere tutte le lotte in campo, da quelle dei lavoratori a quelle degli studenti a quelle in difesa dei beni comuni. Nessuna ambiguità è accettata, o di qua o di là. Il patto deve avere carattere costituente della sinistra d’alternativa su precise proposte: patrimoniale, difesa del lavoro, stato sociale, scuola pubblica, riconversione ambientale della produzione, lotta alla precarietà, no alla guerra.

Un’opposizione non solo politica, ma anche culturale per passare dall’antiberlusconismo all’antiliberismo, che è la sfida più difficile. Perché deve essere chiaro il pregiudizio positivo che si sta diffondendo e che ha terreno fertile grazie anche all’operazione di mistificazione della realtà portata avanti in questi giorni dai media, anch’essi omogeneamente schierati (caduto il mostro, arriva l’eroe e se poi taglia i costi della politica diventa addirittura il salvatore della patria, ridà fiducia ai mercati e si giustificano così quelle misure inaccettabili). A sinistra dobbiamo essere bravi a fare un’operazione verità contrapponendo fatti e dati, spiegando alla gente chi ha causato la crisi, chi la paga, chi ci guadagna e come se ne esce. Quindi, spiegare che la speculazione è alimentata dalla Bce, che ricapitalizza le banche private e non compra, come fanno tutte le altre banche centrali nel mondo, titoli di stato sul mercato primario, ma solo sul secondario a speculazione già avvenuta. L’Italia l’anno prossimo dovrà rinegoziare oltre 400 mld e dovrà farlo alle condizioni dettate dalla speculazione, cioè a interessi proibitivi, costringendola ad altre manovre correttive di decine di miliardi di euro l’anno. La strategia è finalizzata a tenere l’acqua fino alla gola, mantenendola a quel livello pericoloso per giusitficare misure di riduzione forzata del debito tramite l’austerità e contemporaneamente lasciare la speculazione libera di massacrarci.

Noi abbiamo il dovere di spiegare alla gente che sono le politiche neoliberiste la causa della crisi e del peggioramento delle condizioni materiali delle persone, non lo spostamento di masse rocciose nel sottosuolo. E che solo verticalizzando il conflitto contro questi poteri e contro chi li sostiene si può sperare nel cambiamento. Le condizioni peggioreranno sempre di più, il conflitto sociale aumenterà e la politica, quella di sinistra, dovrebbe essere lì a dare una direzione, un progetto politico. Altro che contentino con una ‘mini’ patrimoniale che forse neanche si farà.

(da CONTROLACRISI.ORG 21/11/2011)

Senago, la posta di Castelletto chiude: un’anteprima del governo Monti.

 

(Continua la saga dei nostri simpatici testicoli “las pelotas”, qui intenti a rappresentare il passaggio di testimone tra i ministri dell’economia del nostro paese)

Da tempo corrono voci fondate che la posta di Castelletto si avvia alla chiusura e come spesso accade in questi casi, gli ultimi a saperlo o ad essere informati sono i cittadini. D’altronde, soprattutto di questi tempi, per loro è meglio che i diretti interessati, cioè i cittadini e i lavoratori addetti, non sappiano, o meglio ancora non decidano sulle sorti dei servizi che vengono prima privatizzati e poi tagliati se essi non sono più che remunerativi.

Ormai è questa la politica che impera:  liberalizzazioni, privatizzazioni e svendita del patrimonio pubblico che sono solo visti come “rogne” per uno Stato o un Comune.

Per loro il privato è bello, è sinonimo di efficienza, di produttività, di solidità e forse è per questo che non vengono tassati i grandi patrimoni.

Intanto i cittadini continuano a pagare le tasse, anche per quelli che le evadono, pagano i servizi e, nel “tempo libero”, pagano i debiti contratti dal governo e la speculazione finanziaria delle banche.

Ma tornando alle questioni locali, mentre i nostri politici stanno “affilando le armi” per le prossime elezioni amministrative, noi perdiamo un altro pezzo di servizi, dopo la chiusura del distretto socio sanitario, dell’URP di Castelletto, la soppressione del pulmino del mercato del lunedì, dei servizi di trasporto pubblico e la sospensione di Agenda 21 e del bilancio partecipato, queste ultime le uniche iniziative che avevano appunto lo scopo di costruire un percorso partecipativo con i cittadini per le scelte amministrative della nostra città.

In compenso si continuano a costruire palazzi e residenze che naturalmente, con gli oneri di urbanizzazione, servono loro per finanziare opere pubbliche (quali?), ma non servono ne a famiglie bisognose nè aiutano giovani in cerca di una casa per metter su famiglia, anzi a questi giovani gli regalano due “belle” vasche di laminazione, utili per fargli respirare i “profumi” della merda depositata dai fiumi in piena.

E’ da più di vent’anni che si continua a portare avanti questa politica scellerata in nome del mercato dell’efficienza e della competitività e il risultato è che abbiamo un sistema pubblico e sociale in via di estinzione, un sistema produttivo allo sbando fra cassa integrazione e chiusure d’aziende e un’ ambiente sempre più sull’orlo del collasso e dell’emergenza, mentre lo Stato è indebitato e commissariato e i bilanci dei comuni sono prossimi all’estinzione. Alla faccia del federalismo, mantre i lavoratori, i pensionati, gli studenti e i giovani non sanno più dove sbattere la testa per “sopravvivere” in questa realtà.

Ciò nonostante, diabolicamente si persiste con pervicacia e arroganza a sostenere, sia a livello più generale che territoriale, scelte politiche che la realtà ha dimostrato essere disastrose e si chiede a noi tutti di concorrere nei sacrifici per la salvezza della nazione.

No non ci stiamo, è ora di finirla con questi metodi.

Come hanno detto gli studenti nelle manifestazioni di questi giorni:” essere responsabili per noi significa non rinunciare a una battaglia per riappropriarci del nostro spazio e decidere le scelte per nostro futuro”.

Ed è da qui che bisogna ricominciare, da un idea di democrazia in cui uno Stato e un Comune, sono prima di tutto dei e per i cittadini.

 

 

Ridi che una risata li seppellirà: LAS PELOTAS!

Iniziamo oggi una nuova rubrica satirica in collaborazione col noto vignettista, ma non solo (www.stonefree.it), Marco Baroni (scrivi a: the.baron@tiscali.it).
Buone … risate!

Trota o uccello?

Las Pelotas è una nuova serie di vignette dedicate a questo periodo. Testimoni di queste freddure sono Evaristo ed Ernesto, due simpatici testicoliche possono essere rappresentativi di tanti che se ne vedono in giro di questi tempi. Penso che questa serie avrà successo e se questo avverrà dovrò ringraziare per sempre un gruppetto di miei coetanei me li hanno proprio scassati fino ad arrivare a ideare una serie scjonata.

Dopo un ventennio

E così il dopo tante peripezie il corruttore, il puttaniere l’uomo degli affari suoi, dei  processi suoi, lascia il governo.

E subentra il salvatore dell’Italia, il prof. Mario Monti, l’economista della Bocconi che ridà fiducia alle banche, ai mercati, alla borsa (peccato che già da questo lunedì le borse abbiano ripreso il loro andamento altalenante tra spread, titoli privati e di stato).

Supererà la crisi economica generata dalla finanza rampante e speculativa?

Ma soprattutto per quel che ci riguarda, e riguarda milioni di cittadini che devono fare i conti con le poche risorse che il governo passato ha  ulteriormente ridotto, riuscirà a invertire la tendenza fra chi questa crisi la deve pagare e chi la sta già pagando?

Abbiamo però il sospetto che abbiano messo una volpe a guardia di un pollaio.

D’altronde il dubbio è legittimo, perché ci sembra che in tutta questa giusta euforia per la caduta di Berlusconi e la fretta di fare un governo “tecnico”, si voglia “nascondere” la vera natura di un decreto legge, figlio della famosa lettera dei “governanti” della BCE, votato e passato a larga maggioranza prima al Senato e poi alla Camera.

L’uomo bipartisan cresciuto e “maturato” negli ambienti europei e internazionali della finanza risponderà alla Banca Europea e ai poteri forti della globalizzazione penalizzando così i lavoratori, i precari, i giovani, le donne e smantellando ulteriormente un sistema pubblico e sociale, mentre non saranno intaccati minimamente i grandi patrimoni e il sistema finanziario.

Opponiamoci alle politiche dei sacrifici dettate dal grande capitale, di governi “tecnici” ne abbiamo già avuti e non son stati migliori dei ultimi governi politici, anzi hanno aperto la strada a “riforme” di cui oggi ne paghiamo le conseguenze.

E’ tempo che si dia voce al popolo, a cominciare dal governo di questo paese, le vere riforme devono partire dal basso.

E’ tempo che ci sia una vera alternativa di sinistra contro chi vuole risolvere la crisi salassando i popoli.

Verso il 25 aprile

Appuntamento da non perdere per sabato 19 novembre presso lo spazio Associazione Olinda di via Ippocrate 45 a Milano (MM3 Affori FN):

“Verso il 25 aprile” serata a sostegno della rete antifascista Partigiani in ogni Quartiere.

  • ore 21,00 – proiezione del video “VOLEVANO CAMBIARE IL MONDO”  a cura del collettivo L.A.P.S.U.S.
  • ore 21,30 – concerto con i MIDGESOUND pop, rock, soul e blues
  • ore 23,00 – Cabaret di “COMICI ASSOCIATI” direttamente da Zelig, con: Diego Pasassole, Claudio Batta, Henry Zaffa

 

Ventiduesimo secolo – 2012

Il Dio denaro, l’egoismo personale, i politici corrotti (di qualsiasi colore essi siano), incapaci, boriosi e supponenti, hanno cancellato tutto quanto i nostri padri avevano creato dopo la guerra. L’Italia non esiste più, l’Europa è una chimera, cosa è rimasto adesso?
Odio, rancore, povertà, giovani senza lavoro o decisi a sopprimere i loro simili più miti, in nome della loro superiorità vigliacca.
Persone che vivono nella ricchezza più sfrenata sfruttano la povertà altrui.
Magistrati che condannano innocenti per la loro personale gloria temporanea.
Tutto è corrotto, tutto è distrutto.
E’ il caos, non esiste più nessuna legge, in nome dell’Euro e del cosidetto PIL.
Il popolo si sta impoverendo sempre più, mentre in parlamento i vari gruppi politici pensano esclusivamente ai loro egoistici e personali interessi.
Un giorno di cinquantasei anni fa avevo giurato fedeltà all’Italia ed ero pronto  difendere i “sacri” confini della patria, ora invece siamo invasi dalla globalizzazione senza volto e senza morale.
L’Euro, le banche, lo sfruttamento oltre ogni limite delle risorse della terra, le guerre in nome o contro false religioni, ci hanno ridotti in braghe di tela e condotti l’uno contro l’altro.
Dio ha creato il mondo, noi lo stiamo distruggendo.

Riflettiamo finchè siamo in tempo!

A. P.

(lettera di un nostro lettore)

 


Rifondazione c’è!

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SinistraSenago: per la Senago che vogliamo!

Massimo Gatti: consigliere della provincia di milano

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