REPRESSIONE GLOBALE

E’ PARTITA LA REPRESSIONE GLOBALE CONTRO L’INDIGNAZIONE POPOLARE

In Italia, a differenza degli altri paesi la piazza che poteva diventare la più grande al mondo per denunciare l’infamia delle politiche liberiste è stata sgomberata preventivamente con autoblindo ed idranti lanciati i manifestanti che hanno resistito come hanno potuto. Negli USA a Oakland si è iniziato a fare il lavoro sporco, sgomberando il presidio e tirando lacrimogeni ad altezza uomo che hanno ferito gravemente un ex veterano dell’iraq che partecipava alle manifestazioni. Nei prossimi giorni anche in Inghilterra si annuncia che il campo dell’indignazione di St Paul potrebbe essere sgoberato utilizzando la scusa che i commercianti della zona stanno perdendo clienti. Alla fine della fiera ci pare che un sistema in declino ed in piane crisi abbia deciso di rispondere con l’unico mezzo che gli appartiene nei differenti contesti con differenti gradazioni. L’utilizzo della forza e della repressione verso i movimneti sociali che non sono compatibili è quindi la risposta che si va delineando. Prima le classi dominanti hanno salutato positivamente il fenomeno degli indignados cercando di cavalcarne gli elementi più morbidi per una possibile riforma del capitalismo. Quando hanno iniziato però a capire che le richieste mettono in discussione i principi fondamentali del sistema arriva puntuale la repressione. Ci troviamo di fronte al riaccendersi di un movimento transnazionale che contesta il liberismo ed il capitalismo partendo dalla dimensione materiale della crisi stessa. E’ un movimento costituente che nasce dentro il terreno della crisi del liberismo in forma spontanea, ed è un movimento in opposizione alla ristrutturazione che le classi dominanti stanno producendo utilizzando la crisi stesssa come leva per sfondare sul piano dei diritti. E’ inoltre un movimento che ha capito e colto la profonda scissione tra democrazia e capitalismo, denunciando in Europa quello che è un vero e proprio colpo di stato monetario che accentra il potere in organismi tecnico politici che sono sganciati da ogni processo di sovranità democratica. Per questi motivi gli indignati fanno paura, per questi motivi gli indignati sono sotto il fuoco della repressione, per questi motivi gli indignati resisteranno.
(da CONTROLACRISI. ORG 27.10.2011)
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