Archivio per 14 settembre 2011

POLEMICA LANDINI NAPOLITANO

QUIRINALE A LANDINI, SCARSA CONSAPEVOLEZZA POTERI CAPO STATO
(ANSA) – ROMA, 13 SET -«Sorprende che da parte di una figura di rilievo del movimento sindacale si rivolgano al Presidente della Repubblica richieste che denotano una evidente scarsa consapevolezza dei poteri e delle responsabilità del Capo dello Stato». È quanto scritto in una nota in riferimento all’appello di Maurizio Landini, della Cgil, al Capo dello Stato sullo stralcio dell’articolo 8 della manovra.

MANOVRA:LANDINI,APPELLO STRALCIO ART.8, NAPOLITANO NON FIRMI NORMA È ATTENTATO A DIRITTI E COSTITUZIONE, OLTRE REGALO A FIAT (ANSA) – ROMA, 13 SET – La Fiom si appella «a tutte le forze politiche per lo stralcio dell’art.8», che è «un attentato» ai diritti ed alla Costituzione, oltre che «un regalo» a Fiat. E chiede al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, «di non firmare la legge». Ad affermarlo è il leader delle tute blu della Cgil, Maurizio Landini. «L’art. 8 della Finanziaria è un attentato ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori perchè consente ai contratti aziendali o territoriali di derogare ai Ccnl e alle leggi. È un tentativo eversivo di sconvolgimento del diritto del lavoro e della nostra Costituzione», afferma Landini. «Si arriva al paradosso – prosegue – che alla Fiat, condannata per comportamento antisindacale dal tribunale di Torino, il Governo regala una legge su misura che sancisce la validità retroattiva di tali comportamenti e di tali accordi». «L’art. 8 presenta anche diversi aspetti di incostituzionalità e per questo è necessario che venga stralciato e non sia convertito in legge. Ci rivolgiamo a tutte le forze politiche affinchè sostengano in Parlamento e nel Paese tale posizione. Ci rivolgiamo al Presidente della Repubblica affinchè, in quanto garante della nostra Carta Costituzionale, non firmi una legge in contrasto con i principi costituzionali», conclude Landini.

L’altrnativa c’è: PATRIMONIALE SUBITO!

Noi sottoscritti cittadini italiani siamo indignati. Il governo, con la scusa della crisi economica e della speculazione, vuole demolire lo stato sociale, i diritti dei lavoratori, la democrazia nel paese. Il tutto per difendere privilegi e grandi ricchezze.
Occorre ribellarsi prima che sia troppo tardi. Occorre una politica alternativa.
Per difendere i diritti dei lavoratori e lo stato sociale, redistribuire la ricchezza, creare nuova occupazione, proponiamo una politica economica rovesciata, a partire da:
• Tassa sui grandi patrimoni al di sopra del milione di euro;
• Lotta all’evasione fiscale anche con una sovratassa sui capitali che hanno usato lo scudo fiscale;
• Dimezzare gli stipendi delle caste e mettere un tetto agli stipendi dei manager;
• Dimezzare le spese militari e smettere subito la guerra in Afghanistan e Libia;
• Le aziende che delocalizzano devono restituire i finanziamenti pubblici;
• Blocco delle grandi opere inutili come la TAV in Val di Susa e il Ponte sullo Stretto e uso di quelle risorse per un grande piano di risparmio energetico, sviluppo delle fonti rinnovabili, riassetto del territorio.

Firma anche tu!

L’articolo 8 della manovra va abolito – Aderisci all’Appello

L’inseguirsi quotidiano di proposte inique ed estemporanee che caratterizza il cammino tormentato della manovra finanziaria rischia di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dalla sorte dell’art. 8 del Decreto, ossia dalla norma che rappresenta l’attentato più grave – e quasi incredibile – che si sia avuto, fin dalla nascita della Repubblica, ai danni dei diritti dei lavoratori.

Infatti, non è in gioco questa o quella legge protettiva, ma lo sono tutte, ovvero l’intero diritto del lavoro, perché l’art. 8 consente ai contratti aziendali (o territoriali) di derogare non solo ai contratti collettivi nazionali, ma – e questo è davvero enorme – anche ai disposti di legge.

Si tratta di un vero tentativo di eversione dell’ordinamento, ed in specifico del principio fondante di gerarchia delle fonti del diritto, che da sempre prevede la prevalenza della legge sul contratto individuale e collettivo, e, in materia di lavoro, che le leggi siano inderogabili, perché i lavoratori siano protetti anche contro sé stessi, contro la loro debolezza e ricattabilità. Proprio questo, invece, vogliono il Ministro Sacconi e la Confindustria: che ogni datore di lavoro possa eliminare una, più di una o tutte le tutele legislative dei suoi dipendenti (a cominciare, ovviamente, da quella contro i licenziamenti ingiustificati) solo concordandolo con un sindacalista locale, ricattabile o corruttibile o comunque “comprensivo”.

In questo modo si seminano caos e ingiustizia perché il mondo del lavoro diverrebbe “la pelle di leopardo” a seconda che il rappresentante sindacale aziendale sia “rigido” o “cedevole” e si sparge altresì il seme della discordia civile, perché le reazioni degli interessati contro la svendita “al minuto” a livello aziendale dei loro diritti potrebbero divenire incontrollabili.

È, invece, principio irrinunciabile che su eventuali sacrifici che vengano loro richiesti – ma che mai possono comunque riguardare diritti legislativamente stabiliti – i lavoratori interessati si pronunzino direttamente, con referendum, in modo vincolante.

L’art. 8 del Decreto è, anche tecnicamente, una norma insostenibile, e per più versi incostituzionale e come tale, se dovesse il Decreto esser convertito in legge, sarà fermamente combattuta da tutti gli operatori giuridici democratici nelle sedi di competenza, ma occorre adesso privilegiare il profilo politico, e cioè scongiurare la vergogna che una norma del genere possa, anche per poco tempo, divenire legge della nostra Repubblica.

*** Umberto Romagnoli, Luciano Gallino, Mario Tronti, Piergiovanni Alleva, Associazione per i diritti sociali e di cittadinanza, Flavia Bruschi, Antonio Di Stasi, Filippo Distasio, Giuseppe Giacomino, Carlo Guglielmi, Silvana Lamacchia, Andrea Lassandari, Vincenzo Martino, Sergio Mattone, Nyranne Moshi, Giovanni Naccari, Pierluigi Panici, Alberto Piccinini, Nino Raffone.

L’appello è aperto alle adesioni, che possono essere inviate a:
associazione@dirittisocialiecittadinanza.org


Rifondazione c’è!

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

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