La via del “RISARCIMENTO”

Leggiamo sul sito del Comitato Senago Sostenibile che il consigliere regionale Franco Mirabelli, in carica al Partito Democratico, ha esposto, come già ha fatto in passato, il proprio favore a che le vasche di laminazione siano realizzate nel territorio di Senago. Oltre ai punti sollevati nell’articolo di Senago Sostenibile, che condividiamo ed invitiamo a leggere, ciò che lascia alquanto allibiti è il modo con cui egli liquida la questione: “chiedere all’amministrazione di Senago quanto vuole come risarcimento”.

Innanzitutto interpretiamo questa intenzione come lesiva dei normali rapporti democratici tra le istituzioni ma soprattutto tra queste, che egli rappresenta ai massimi livelli regionali, ed i cittadini che non hanno in questo modo diritto di parola o di opinione nè di scelta, rispetto all’uso del territorio dove vivono.

Siamo addolorati delle parole da lui usate per affrontare la questione e decisamente siamo avviliti per come ciò sia gestito. Il comitato ha chiesto invano di essere interlocutore come già lo è stato nel recente incontro avuto con il Commissario Straordinario al Comune di Senago e presso la Commissione Ambiente in Provincia. Forse Mirabelli sceglie di dialogare solo con chi gli può garantire i propri voti e forse il suo bacino elettorale coincide con quei quartieri di Niguarda cui ora vuole a tutti i costi dare il senso di aver fatto “qualcosa”, senza però tener conto della realtà dei territori e soprattutto del fatto che la realizzazione delle vasche sembra proprio non essere in alcun modo risolutiva del problema delle esondazioni a Niguarda (lo hanno più o meno dichiarato tutti tra tecnici, politici della commissione ambiente in provincia, etc.).

Ci spiace sentirlo parlare di una nuova fase politica a Milano, dove la giunta Pisapia apre al dialogo, e dall’altra sentirlo liquidare con voraci parole la questione vasche a Senago semplicemente avanzando l’ipotesi di un rimborso per il “disagio”. D’altro lato egli afferma che inserire le vasche di laminazione nel Parco Nord “sarebbe una scelta che comprometterebbe la qualità del parco”. E perchè non lo dovrebbe essere allora anche per il Parco delle Groane, dove lui le vorrebbe andarle a collocare?

C’era cascata prima la Lega a Senago, che chiedeva e patteggiava in tutta sordina uno scambio del territorio per avere in cambio qualche milione di euro da usare poi per dar senso alla propria avanzata politica in Senago. Ma quando la questione è venuta a galla, la Lega è stata costretta a far cadere la giunta per non andare contro i propri organi dirigenti in regione.

Ci prova ora Mirabelli proponendo un analogo scambio per non interloquire con la cittadinanza che, ovviamente, non vuole le vasche. Dimentica forse Mirabelli che esiste un documento chiaro e preciso, sottoscritto da tutte le forze politiche del Comune di Senago compreso il PD di cui egli fa parte, che si esprime totalmente contrario a qualsiasi realizzazione di vasche di laminazione nel territorio di Senago.

Effettivamente siamo un po’ perplessi per l’assenza attuale di posizione da parte del PD di Senago, soprattutto perchè fu uno dei sostenitori della mozione unanime contro le vasche.

Tutto questo ci pone alcuni interrogativi.
Qual’è la “differenza che si vede anche sul Seveso”, come citato nel titolo del suo articolo? Il Partito Democratico vuole davvero cambiare ed avviare una nuova fase politica, o preferisce seguire l’esempio di Penati?
E’ in grado il PD di Senago di interloquire con i suoi più alti organi dirigenti o può solo subirli come accadde alle ultime elezioni comunali, quando si trovarono Penati in casa a far da guida per i ciechi?
Vuole forse il PD fare come la Lega che non è stata capace di sostenere la posizione votata con la mozione in Consiglio Comunale, nei confronti dei propri organi superiori, e lasciare così il nostro territorio allo sbando e dalla merce della probabile speculazione?

A queste domande noi non sappiamo rispondere, sappiamo però che Rifondazione Comunista, da parte sua, ha sempre avuto le idee chiare: pieno appoggio all’inziativa del Comitato Senago Sostenible cui si unisce nella battaglia per la salvaguardia del nostro territorio contro lo scempio programmato.

Vorremmo poter incontrare il PD e le altre forze politiche senaghesi su questo terreno per dare aiuto all’impari lotta che il Comitato Senago Sostenibile sta portando avanti per tutti noi contro la Regione Lombardia.

Le elezioni a Senago sono molto vicine e non vediamo spazio alcuno per le ambiguità di convenienza. Il nostro territorio rischia di essere usurpato e compromesso per sempre.

Le idee per il nostro programma sono chiare, come chiara è la nostra partecipazione per la salvaguardia del territorio e contro ogni speculazione. Dal Bilancio Partecipato fino ad Agenda 21, la partecipazione è sempre stata la nostra prerogativa e richiesta e non vogliamo che nessuno si ritenga autorizzato a decidere il futuro del nostro paese eludendo il parere di chi vi abita.

Se PD e Lega hanno buoni interlocutori in Regione, si affrettino anche loro a gridare NO VASCHE unendosi alla flebile voce del Comitato Senago Sostenibile. Noi lo abbiamo fatto ed in Provincia abbiamo avuto tutto il supporto possibile del consigliere Massimo Gatti.

Forse il tempo sta per scadere ed anche voi dovete decidere da che parte stare, se con la gente o con la solita Casta.

1 Response to “La via del “RISARCIMENTO””


  1. 1 massimo settembre 21, 2011 alle 2:52 pm

    forse questo potrebbe essere un motivo :

    Si fa tanto parlare di censura televisiva, di spazi democratici che si riducono sempre più sul piccolo schermo, di conduttori cacciati perché “di sinistra”. Fabio Fazio, col suo “Che tempo che fa” pare sopravvivere a tutte le bufere, continuando a rappresentare bene l’elettorato piddino e i suoi leader. Ma anche il programma del weekend ha la sua variabile impazzita, imprevedibile, nei panni del meteorologo Luca Mercalli. Il quale, domenica sera, non ha avuto paura di sedersi su quella poltrona e pronunciare un’appassionata arringa contro la Tav (comprensibile: Luca è valsusino) e in difesa delle due attiviste ancora agli arresti (ne avevamo parlato qui).

    Apriti cielo! Oggi si sono scatenate le cateratte piddine, che imperversano su ogni gazzetta ad invocare a gran voce, in sintesi, la censura. «Ha fatto Luca Mercallipropaganda contro la Tav coi soldi pubblici», «non c’era contraddittorio», «uso improprio del servizio pubblico» (questa mi ricorda tanto qualcuno), e si arriva persino a dare del «fazioso» a Fazio a mo’ di avvertimento. La prossima settimana si chiede anche al conduttore di «invitare gli agenti feriti», e anche ciò mi ricorda qualcuno.

    (Mode ingenua fanciulla: on). Ma come mai il Pd attacca così ferocemente uno dei suoi ultimi baluardi televisivi, Fabio Fazio? Ma come mai è il Pd a difendere in modo così spasmodico una Grande Opera? O non era il Berlusca quello che si è inventato le Grandi Opere, coi disegnini da Bruno Vespa? Ma come mai è il Pd a invocare la censura, a chiedere la par condicio, a dar del terrorista a madri di famiglia che protestano? Ma non sarà che il Pd è coinvolto mani e piedi coi cementificatori della Tav, e non fa altro che difendere ciecamente gli interessi di tali soggetti invece di dar ascolto ai cittadini? Ma non sarà che il Pd mi ricorda tanto qualcuno? (Mode ingenua fanciulla: off).

    (Debora Billi, “Che tempo che fa: si tocca la Tav, e il Pd scatena il finimondo”, dal blog “Petrolio.blogosfere” del 19 settembre 2011).


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