Archivio per 5 settembre 2011

Lavoratori…tiè !

Ad ulteriore dimostrazione dell’odio che il governo italiano nutre per i lavoratori, arriva la conferma del famigerato art. 8 della manovra economica, unica conferma tra mille smentite, modifiche e cambi di direzione che questa “straordinaria manovra”, elaborata nel caldo della canicola estiva, ha subito e continuerà a subire.

Si scrive art. 8, ma si legge art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Come noto si tratta di una deroga che introduce la possibilità di licenziare e non riassumere, anche se il licenziamento è avvenuto senza giusta causa. Riguarderà infatti i lavoratori delle aziende che hanno un numero di dipendenti superiore ai 15 in deroga e quindi nel non rispetto dello Statuto di Lavoratori. Si aggiunge che deve esserci l’approvazione dei sindacati più rappresentativi, che ovviamente sono intesi a livello locale. Quindi la frammentazione che si potrà generare sul territorio nazionale sarà tale per cui in alcuni ambiti non avverrà più il reintegro della lavoratrice e/o del lavoratore ingiustamente espulsi.

Nessuno ha ancora ben compreso quale sia il gettito che un provvedimento del genere può fornire. Non è una decisione che contempla l’istituzione di una nuova tassa, l’aumento di qualche aliquota, il ritocco dell’IVA o la modifica di un decreto di carattere economico. Quindi risulta poco chiaro per quale ragione si debba trovare all’interno dell’impianto di una legge finanziaria. Risulta chiaro dal punto di vista politico e la dimostrazione sta nell’atteggiamento plaudente di Confindustria, che con la sua leader ha dato il suo benestare all’approvazione di questa disposizione.

Se aggiungiamo che nell’art. 4 dello stesso decreto, che passerà tra poco alle camere per l’approvazione, è contenuta anche la decisione di poter fare uso di dispositivi di controllo audiovisivo per la verifica della produttività dei lavoratori abbiamo fatto il paio di quello che questa manovra persegue: i lavoratori stessi.

In sostanza e in disprezzo di tutti coloro che vivono del proprio lavoro, il governo agisce per sanare il debito pubblico che questi lavoratori certamente non hanno contribuito a creare e tanto meno ad allargare facendolo piombare nel baratro in cui ora si trova. Ma i lavoratori, secondo il governo, devono pagare il debito in misura proporzionalmente maggiore rispetto a chiunque altro.

Ma non basta ! La Lega Nord, nella sua infinita campagna razzista, si è riprodotta in un ennesimo emendamento con il quale si aumenta la tassazione sui trasferimenti di denaro operati dai lavoratori extracomunitari alle proprie famiglie che abitano nei paesi di origine. Questa tassazione si applicherebbe ai lavoratori non aventi codice fiscale e che non hanno una posizione regolare. Per la cronaca questi trasferimenti sono ben lungi dall’essere qualcosa di sostanzioso; sono i risparmi che badanti, lavoratori agricoli, edili e operai in genere spediscono alle famiglie per il loro sostentamento.

Tutt’altro rispetto ai transfer di denaro che altri operatori fanno verso paradisi fiscali come le Isole Cayman, le Bermuda !!! Paesi dove il premier, recentemente così schifiltoso nei confronti dell’Italia, pare avere qualche abitazione, forse per prepararsi ad un futuribile e dorato esilio ???

Peccato che la gaffe da parte leghista sia a dir poco colossale, perchè la Lega Nord dimentica di aver già fatto approvare in passato normative per cui i lavoratori extracomunitari non in regola con il permesso di soggiorno, e quindi non aventi codice fiscale, non possono accedere alle agenzie per il trasferimento di denaro al’estero.

Ora tra sfoghi razziali più o meno esacerbati e tra violenze più o meno esplicite che si comumano ai danni di tutti i lavoratori italiani e stranieri, l’unico elemento comune e sempre confermato in ogni versione proposta, riproposta e controproposta di questo urgente provvedimento di natura economica è l’intenzione di far pagare a chi vive del proprio lavoro la manovra ed i costi di una crisi generata altrove.

Per ciò che concerne la lotta all’evasione fiscale si promettono, qui a parole, grandi misure e draconiane decisioni che vengono poi puntualmente rimandate. Pare che la pubblicazione su CUD e/o modello 730 degli estremi bancari del contribuente, decisione per nulla rivoluzionaria, non vada in porto così come non si potranno rendere pubbliche le dichiarazioni dei redditi. Ancor più velleitario che realistico è il panorama che vede plausbile la carcerazione per i grandi evasori fiscali. Qui si è fissata una soglia (3 milioni di euro di evasione !!!) che coinvolge probabilmente il solo Presidente del Consiglio e qualche suo sodale e/o familiare.

Insomma si dichiara di voler perseguire gli evasori fiscali, ma quello che si fa in realtà sono solo quei ridicoli spot pubblicitari che abbiamo potuto disprezzare nelle TV nazionali nelle ultime settimane, in cui tra un parassita e l’altro, e diverse specie animali e vegetali, compaiono anche coloro i quali non pagano le tasse. Come se una sorta di moral suasion sia di per sè sufficiente a far nascere quegli insopportabili sensi di colpa che portano l’evasore fiscale a metter mano al portafogli o al conto in banca pagando ciò che finora è stato sottratto al fisco.

Una sorta di favola o di novella da libro Cuore. Lo vedete un Ministro della Repubblica che invia i Carabinieri o la Guardia di Finanza per far arrestare il Primo Ministro ? Abbastanza inusuale e quindi uno scenario da scherzi a parte. Cose nelle quali solo Berlusconi sa eccellere !

Dati i sentimenti di odio e disprezzo che il governo italiano nutre per i lavoratori, non sarebbe forse il caso di contraccambiare un po’ di questo sentimento ?

Domani in occasione delle manifestazioni e dello sciopero indetto per protestare contro la manovra economica ne abbiamo già una buona occasione. Non lasciamocela scappare !!!


Rifondazione c’è!

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

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