Archivio per 2 settembre 2011

Vado via da questo paese di m…

“… quindi io… mi mettono le spie dove vogliono… mi controllano le telefonate… non me ne fotte niente… io… tra qualche mese me ne vado per i c… miei… da un’altra parte e quindi… vado via da questo paese di m… di cui… sono nauseato… punto e basta…”.

E tutti risposero….MAGARI !!!!

Anche perchè una volta uscito dai confini del paese Silvio Berlusconi, forse il lezzo, pardon il cattivo odore, se ne andrebbe, insieme ad una delle sue inesauribili fonti.

Con queste espressioni un po’ forti e colorite il presidente Berlusconi si sarebbe sfogato con un “compagno di merende” a lui sodale, tale Valter Lavitola, uno dei tanti faccendieri che si sono avvicendati nella storia nebulosa, triste e disarmante dello stivaletto. Lo stesso Lavitola è l’attivo procacciatore dei documenti sulla casa di Montecarlo. Il personaggio in questione sarebbe una sorta di tramite tra il premier ed an altro losco figuro quale è  Gianpaolo Tarantini, intrallazzone double-face che procurava gentili e compiacenti donzelle tanto al cavaliere quanto all’ex-vice presidente della Regione Puglia Sandro Frisullo, rappresentante del PD e dalemiano doc.

Insomma un raro e corretto esempio di vera par condicio. Ovviamente tutto ciò non avveniva gratuitamente, il buon Tarantini aveva per sè denaro e forniture alle cliniche ospedaliere. Quanto ai faccendieri da Bisignani in poi con le diverse P2, P3 e P4 purtroppo non ci siamo mai fatti mancare nulla.

Chi di noi non si è trovato in qualche occasione a definire il nostro paese come lo ha dipinto Berlusconi ? Sembra già scritta la difesa d’ufficio dello straordinario ed ineffabile avvocato Niccolò Ghedini.

Il paese è oggi costituito da materiale poco nobile, soprattutto perchè abitato da uomini, parola grossa uomini, mezzi uomini come Berlusconi.

L’Italia con i suoi tanti e troppi difetti rimane il paese che ha dato i natali a persone che hanno dato la vita perchè anche personaggi come l’attuale premier avessero la libertà di esprimersi. Gramsci, Matteotti e tutti coloro che in tempi successivi hanno sacrificato la loro esistenza per liberarci dalla dittatura fascista (Duccio Galimberti, i fratelli Cervi, Dante Di Nanni, … ma la lista è realmente lunghissima). Tutte queste persone non hanno nulla in comune con l’attuale presidente del consiglio, la cui maggioranza da anni ed in modo reiterato, propone di parificare gli squadristi repubblichini ai combattenti partigiani riconoscendo ai primi un vitalizio, una sorta di pensione. Questi sono i veri comportamenti di m…

E sia chiaro che lungi da questo sito voler difendere e diffondere sentimenti patriottici melensi e datati, ma solo in Italia il signor Berlusconi avrebbe potuto avere un ruolo in politica, dal momento che in nessun altro paese al mondo un proprietario di mezzi di comunicazione avrebbe potuto candidarsi a ricoprire e poi svolgere effettivamente un ruolo nel governo del paese. Ricordiamo anche chi nella sua completa ed inconsistente insipienza non fu in grado di scrivere una qualsiasi legge sul conflitto di interessi ?

In uno dei suoi sfoghi il signor Berlusconi avrebbe affermato che solo in Italia lo hanno costretto a pagare quasi 600 milioni (per l’esattezza 560) a De Benedetti, da lui definito come il titolare della tessera n.1 del PD.Su una cosa sola Berlusconi ha ragione; solo  in Italia se la cava con il pagamento di una penale ! In molti altri paesi avrebbe dovuto pagare e poi trasferire la propria residenza a San Vittore o in una qualsiasi delle altre case circondariali.

Ma se il pagamento è dovuto per un acquisto, o meglio una sottrazione, quella della Mondadori, avvenuta in modo fraudolento, e va quindi sanzionato, probabilmente il ricevente di un così lauto assegno è comunque anch’egli, sebbene ritenuto un imprenditore illuminato dai salotti della buona borghesia di casa nostra, un rappresentante di quel paese di materiale escrementizio a cui si faceva riferimento.

Oggi più che mai è di lapidaria e paradigmatica realtà la definizione di Antonio Gramsci sulla classe imprenditoriale di casa nostra. Gramsci parlò di “capitalismo straccione” ed oggi da Marchionne a Berlusconi, da Marcegaglia a Montezemolo passando per De Benedetti la categoria spopola senza rivali e in modo totale. Credo che sia facile ricordare quando De Benedetti tentava le scalate imprenditoriali dandosi ad operazioni borsistiche azzardate e muovendosi nel mare della speculazione finendo poi come il classico pesce in barile.

Era lo stesso periodo in cui l’imprenditore, così caro ai democratici di casa nostra, chiedeva un giorno sì e l’altro pure soldi allo Stato, minacciando altrimenti tagli inesorabili all’occupazione nell’Olivetti. Il signore in questione è stato in grado infatti di rovinare letteralmente la Olivetti dopo che questa era stata praticamnete leader mondiale nel proprio settore.

Direi che più che un imprenditore illuminato si è trattato di un caso di black-out delle italiche coscienze, un black-out che perdura tutt’oggi e lontani sono i tempi in cui davvero vissero imprenditori dal piglio geniale quali Adriano Olivetti ed Enrico Mattei. Persone per le quali sicuramente non è degno che si parli dell’Italia come paese di m…

Chissà perchè in questi momenti tornano facilmente alla memoria volti e storie dell’Italia di ieri, che niente hanno a che vedere con la pochezza e la stoltezza dell’attuale vita del nostro paese. Due su tutti: il presidente Sandro Pertini ed Enrico Berlinguer, ma ve ne sarebbero molti altri hanno dato lustro all’Italia e che solo per la loro presenza nella politica del Belpaese, non meriterebbero di essere assimilati ad un tycoon di quarta categoria e di infimo spessore morale, quale è l’attuale premier, che bene farebbe a lasciare il paese, per la salvaguardia di tutti.

E poi ci siamo noi, che non siamo nessuno, pur avendo i nostri nomi, ma che lavoriamo, studiamo e viviamo in un paese che sempre meno rispetta i diritti al lavoro, allo studio, alla salute e sempre meno garantisce ai cittadini, nati in Italia ed anche provenienti da altri paesi, una vita degna di essere vissuta. Noi che non ci lasceremo sottrarre l’art. 18, noi che non andremo al lavoro nè il 25 aprile, nè il 1° maggio e nemmeno il 2 giugno, e non perchè, come teme Tremonti, staremo da qualche parte a fare qualche temuto ponte che lede in modo consistente di produttività del paese.

Non andremo sui nostri luoghi di lavoro perchè quel giorno ci si potrà vedere in tutte le piazze italiane a manifestare perchè l’Italia è una repubblica, democratica e fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme  nei limiti della Costituzione.

E non ci scorderemo di esercitarla questa sovranità…

E poi non dimentichiamoci un altro grande italiano, Fabrizio De Andrè, che soleva dire, o meglio cantare:

“… dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”.

Insomma la m… ha quindi una sua dignità signor Berlusconi, lei molto probabilmente NO !

Quindi si tolga dai piedi…e in fretta !!!


Rifondazione c’è!

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

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