La manovra Speedy Gonzales

70 miliardi di euro. Tagli in ogni settore (tranne che nei settori privilegiati della politica). Tasse. Svendita dei beni dello Stato. Ticket. Tagli agli asili. Tagli all’università. Accise sulle bollette eccetera, eccetera e ancora eccetera.

E tutto questo avviene, come per magia, alla velocità della luce e col benestare della cosiddetta opposizione (parlamentare), che non si oppone.

La storia di questo paese è costellata di manovre finanziare d’ogni sorta e dai nomi più svariati che, nel loro significato, lasciavano sempre intendere l’entità del prelievo che spettava di subire al popolo. Dalla “manovrina”, piccolo prelievo (si trattava sempre di milioni di euro) attuato in genere dopo la classica “Manovra” e dal succinto compito di aggiustare l’insufficienza della precedente, alla “manovra d’autunno” dai toni e dai colori sgargianti, come quelli delle banconote di più grossa taglia, ad indicare che il prelievo avrebbe assunto dimensioni cospicue, fino alla “manovra lacrime e sangue” (per alcuni chimata anche “la manovra del Conte Dracula” emanata dall’allora soprannominato dottor Sottile) di cui è inutile chiarirne il significato ma la cui consistenza era senza dubbio inferiore a quella di adesso. Ma non era ancora capitata, nella nostra tragicomica storia che dura da ben 150 anni, la manovra “Speedy Gonzales”.

E’ si! Questa volta gli ingredienti ci sono tutti: il grosso formaggio da prendere, formato dall’insieme degli stipendi sempre più bassi del popolo lavoratore; il mitico Speedy Gonzales e suo cugino piedelento Rodriguez (Berlusconi e Brunetta) e la sua compagine di amici topi che abbraccia indistintamente tutto il parlamento, Bersani in testa; infine Duffy Duck ben impersonato, fosse solo per assonanza nel modo di parlare ed un po’ anche per la sua gestualità, dal Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che apparentemente fa di tutto per non far rubare il formaggio, confondendo le sembianze del suo acido lavoro dietro il suo sguardo da incredulo e vittima nel contempo, ma complice del ben noto topo nella truffa perpetuata ai danni di chi il fomaggio lo ha guadagnato e sudato col proprio lavoro e lo detiene come unica misera risorsa per sopravvivere. 

E la storia vede inevitabilmente Speedy, rapido e veloce più del solito,  rubare l’intero bottino dividendoselo poi con l’inerme Duffy, alla faccia del popolo denudato da questa magnifica banda del buco!

Arriba! Arriba! Ándale! Ándale!

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