Archivio per 9 luglio 2011

Genova 2001-2011

Genova è sempre vicina e presente nella nostra quotidianità. Basta vedere i fatti recenti accaduti in Val di Susa per ricordarci quanto le vicende del G8 del 2001 potevano già essere interpretate come “prove generali di regime”.

Allora vogliamo inserire nel nostro percorso in rete, un piccolo contributo che ci aiuta a comprendere, ed a meglio ricordare, cosa furono i fatti di Genova e le conseguenze che da essi derivarono per la nostra società.

Vi invitiamo quindi a sfogliare il sito del “Comitato Piazza Carlo Giuliani” invitandovi a riflettere sulle parole di apertura: Chi non ha memoria non ha futuro!

visita il sito del Comitato Piazza Carlo Giuliani

Il vento è cambiato ?

“Cos’è questo rumore ?”

“E’ il vento che ci sta parlando !”

“E cosa dice ?”

“Non lo so, non lo parlo il ventoso !”

I più piccoli riconosceranno in queste poche battute un dialogo reso famoso nel cartone animato “L’era glaciale 3”.

Ovviamente non c’è nessuan intenzione di fare una recensione, tra l’altro piuttosto tardiva, di un cartoon che ha avuto le sue buone fortune nelle sale cinematografiche.

Si parla però del vento ed in questo periodo la metafora del vento che cambia è stata usata ed abusata per descrivere la situazione politica del nostro paese. Una sorta di rivoluzione secondo alcuni, anche qui il termine è decisamente esagerato, le rivoluzioni sono ben altra cosa !

Ma il risveglio del senso civico è sicuramente notevole: le elezioni a Milano e a Napoli e nel resto delle altre Province e Città d’Italia, seguito a ruota dal risultato referendario su acqua, nucleare e legittimo impedimento. Il vento sembra essere cambiato perchè ci siamo finalmente decisi a riimpadronirci del nostro destino. Qualcuno, forse non a torto, parla della eredità di Genova 2001 e dei semi che iniziano a dare buoni frutti. Libertà è partecipazione canterebbe ancora oggi Giorgio Gaber.

Non tutto poi è filato liscio, perchè laddove anche in Val Susa, i cittadini hanno legittimamente chiesto di poter disporre della loro terra in modo consapevole, contrastando la realizzazione della TAV, hanno ricevuto ricordi sotto forma di ematomi e manganellate che sono stati dispensati loro in modo molto generoso. A dieci anni esatti dai fatti di Genova è bene stare sempre all’erta. Il potere manifesta le proprie prerogative sotto forma di forza muscolare sempre più o meno nello stesso modo.

In questo caso c’è qualcuno, il Governo di destra, che non parla ancora bene il ventoso, come diceva il furetto Buck personaggio del cartone sopra citato. E sempre il governo, o qualche solerte servitore del Presidente del Consiglio, aveva inserito in Finanziaria una norma “ad hoc” perchè Fininvest non pagasse subito la forte ammenda a cui, ora è confermato, è stata condannata, perchè colpevole di aver acquisito la Mondadori con modalità fraudolente .

Questo, ovviamente, a insaputa di Berlusconi che non ha scritto di suo pugno la norma. Quante sorprese nell’esecutivo ? Ministri che si trovano case pagate da altri senza saperlo, affitti agevolati a tariffe assolutamente fuori mercato per residenze a due passi dal Colosseo.  E dire che sono atti che provengono da fieri sostenitori di questa salvifica economia di mercato…Parafrasando un vecchio slogan si potrebbe dire: “Tremonti e Scajola uniti nella lotta !” (quanto meno quella sul caro affitti) e chissà che non chiedano la riedizione dell’equo canone.

Ma tutto questo fa parte di un contesto e di un vecchio modello di politica che il nuovo vento dovrebbe spazzare via. Speriamo in fretta.

Se il referendum ha avuto con la sua forza dirompente la volontà di far tornare a contare i cittadini, che hanno detto in modo più che maggioritario (possiamo dire bulgaro ?) che il bene comune deve rimanere pubblico e che chi gestisce la cosa pubblica non scrive leggi per sè o per il tornaconto di una lobby, ma per la buona amministrazione dello stato, allora la norma pro-Fininvest non solo non doveva essere scritta, ma nemmeno  pensata. Neanche dalla mente più perversa e malata. Il governo di un paese è visto come servizio al paese stesso e non ad una persona che, per fare i propri interessi non esita a nominare tra i suoi Ministri i “cretini” di turno. Ma come direbbe qualcuno la mamma dei cretini è sempre gravida e genera per parti plurimi.

Ma c’è qualcuno anche fuori dalla maggioranza che non conosce bene la lingua dei venti. Strano perchè essendoci dei provetti navigatori ed appassionati velisti sarebbe opportuno che capissero dove porta il vento. Infatti il Partito Democratico dopo aver cavalcato un risultato positivo alle amministrative, che è stato solo parzialmente un proprio successo, ha provato anche ad incassare il referendum come risultato della propria lungimiranza politica.

Ora con molta onestà, su entrambi i fronti la vittoria del PD è molto parziale e non è nemmeno spendibile come vittoria, perchè Pisapia vince le primarie a Milano contro il PD e a dispetto del suo corpo dirigente, che poi lo sostiene, ma Pisapia non è espressione di quel partito. E batte la Moratti anche perchè è rappresentanza di un modo diverso di vedere il governo di una città. A Napoli, ancor peggio, De Magistris estromette il candidato di PD e Sinistra e Libertà dal ballottaggio. Qui anche il buon Nichi Vendola non ha bene interpretato il vento… Chiaro che al secondo turno il PD dia indicazione di voto per DeMagistris. E che poteva fare ? Invitare a votare per il centrodestra ? Anche il PD ha dei limiti, almeno il PD nazionale. E’ pur vero che tutto il mondo è paese, ma non tutto il mondo è Senago.

Pare che quanto al goffo e disperato tentativo da parte di Bersani di appropriarsi della vittoria referendaria, senza aver contribuito allo straccio di una sola firma raccolta, qualcuno abbia già comunicato al segretario PD che può continuare a “pettinare bambole” ed “asciugare scogli” o altre simili amenità a lui care, ma si scordi di pensare al referendum sui beni comuni come ad una sua vittoria. Infatti amministrazioni in cui il PD fa da capofila privatizzano il servizio idrico e quant’altro. Perciò il trionfalismo di Bersani è oltre modo fuori luogo. Quanto ai goffi tentativi di portare avanti una riforma elettorale come il Mattarellum, ripristinando i collegi uninominali e facendo tornare indietro le lancette dell’orologio, fanno parte  anche queste di una cattiva interpretazione dei consigli spirati da Elio, non il cantante, ma il mitologico dio dei venti.

Infatti il PD non fa in tempo a gioire di un piccolo contributo ad un grande risultato che, interpretando male, e per l’ennesima volta il vento, va a sbattere sulla questione dell’abolizione delle Province. Un velista alla deriva non c’è che dire. Con la determinante astensione del PD non passa la discussione del disegno di legge costituzionale sull’abolizione delle Province. Pare che il sito del PD sia stato preso di mira dagli stessi militanti che non capiscono il perchè di una posizione in questo caso così poco pronta a cavalcare una battaglia, che in tempi di rigore economico e di senso della misura dei costi della politica, va sicuramente affrontata. La soluzione può non stare certamente tutta e solo nella scomparsa delle Province, ma oggi più che mai una certa cura dimagrante dell’apparato burocratico statale e locale deve essere affontata. Un colpo in difesa della casta, l’astensione del PD in Parlamento, che sembra non essere ben digerito dagli stessi elettori del PD che, per l’ennesima volta, sanno meglio orientarsi, rispetto al gruppo dirigente, con la rosa dei venti.

Si potrebbe chiudere con una battuta di un vecchio saggio, al quale chiesero un giorno la differenza tra socialdemocrazia e comunismo. Il vecchio saggio rispose che pensava alla socialdemocrazia come ad una gallina ed al comunismo come ad un’aquila. Il saggio, tale Vladimir Lenin, osava addirittura affermare che: “….le aquile possono saltuariamente volare più in basso delle galline, ma le galline non potranno mai salire alle altitudini delle aquile”.

Ma tutto questo fa sorgere spontanea un’altra domanda: ma il PD è almeno socialdemocratico ???

Vabbè ci diranno che non è più tempo di discussioni sui massimi sistemi e che le ideologie fanno parte del passato…

Comunque se qualcuno volesse divertirsi in uno studio di ornitologia tra aquile e galline ha ancora questo week-end per una visita alla mostra “Avanti Popolo – Il PCI nella storia d’Italia” (www.ilpcinellastoriaditalia.it) in via Lambruschini a Milano, vicinanze Bovisa, ingresso gratuito. Scusate lo spot.

Dicono che a tratti in alcuni documenti ed in filmati d’epoca vi siano anche corsi di ventoso.

 


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Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

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