Archivio per 7 luglio 2011

Siamo in buone mani.

In che mani è finito questo Paese? Non è difficile saperlo.

A parte il presidente del consiglio, plurindagato e di cui si sanno tutti i misfatti, l’altro bell’imbusto che si proclama capobanda di questa traballante barca che è l’Italia, è il ministro dell’economia Giulio Tremonti.

Mentre da una parte prende e porta a casa un bottino di oltre 50 miliardi di euro (e pare che non siano del tutto sufficienti) prelevandolo direttamente dalle tasche dei cittadini, dall’altra elargisce titoli nobiliari ai colleghi Ministri, come ha fatto con Brunetta, definendolo “proprio un cretino” (vedi il video).

Noi non siamo certo qui a difendere le ragioni nobiliari del piccolo ministro e ce ne guardiamo bene dall’inserirci nelle loro diatribe di famiglia, forse livemente fuori tema rispetto ad un dibattito politico che era stato preparato per presentare la tagliola della finanziaria al popolo incurante.

Ma non finisce qui. Lo stesso Ministro Tremonti, ha avuto, fino a pochi giorni fa, uno stretto consigliere politico che probabilmente è colui che più di tutti ha contribuito a costruire il salasso da 50 miliardi di euro. Si tratta del deputato Pdl Mario Milanese,   sul quale ora grava una pesante richiesta di arresto: le accuse contestate sono di corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio e associazione per delinquere.

Niente male per chi collabora col Ministro dell’economia di un paese quasi vicino allo sbando economico.

La principale ipotesi di reato che torna, ancora una volta per Milanese (cinquantenne deputato di origine irpine che risulta essere stato già in contatto anche con alcuni faccendieri implicati nell’indagine sulla P3), è di corruzione.

Si tratta almeno del quarto episodio che la Procura di Napoli avrebbe individuato a carico dell’ex plenipotenziario del ministero delle Finanze. Proprio quel Milanese che, invece, appena qualche settimana fa è stato prezioso testimone nell’inchiesta sulla P4 durante un faccia a faccia con il generale della Guadia di Finanza, capo di Stato maggiore, Michele Adinolfi.

La P3 e la P4, che vengono dopo la P2. Non confondiamoci, non si tratta del numero dei parcheggi di un grande aeroporto, anche se qualcosa in comune vi è: l’aggettivo “grande“.

P4, erede della Loggia Massonica P2 e della più recente P3, è la GRANDE associazione a delinquere che, attraverso il controllo dell’informazione e dell’economia del paese, cerca di sovvertirne i poteri democratici, al fine di sottometterli al proprio controllo ed arbitrio.

Ecco. Il fantasma di Gelli e della P2 torna a materializzarsi e non occorre fare molta strada per capire che forse, il piano di rinascita nazionale cui la loggia originaria s’ispirava, ora è quasi realizzato. Basta vedere il numero di deputati ex appartenenti alla P2 per capirne l’entità delle infiltrazioni. Ricordiamo, giusto per continuare a fare chiarezza su aspetti reali, il numero di tessera d’iscrizione di Silvio Berlusconi alla loggia massionica P2: tessera n. 1816.

Per fare memoria, andate a rileggervi l’elenco dei piduisti di allora. Con un po’ di fortuna se ne troveranno diversi che adesso occupano indegnamente il nostro parlamento.

leggi l’elenco dei membri della loggia P2

Brunetta parla, Tremonti lo demolisce: “E’ un cretino”

Bè, contenti loro, a noi va bene così e non possiamo che condividere (in tutti i senti).

Buona visione.

 

Questo governo continua a giocare sulla nostra pelle.

L’Europa delle banche, della finanza, dei ricchi ha provocato la crisi speculando sul denaro con sporchi giochi finanziari. Questo governo, immorale e populista di Bossi e Berlusconi, fa pagare la crisi finanziaria ai pensionati, ai lavoratori e ai poveri con la manovra estiva di 47 miliardi di euro.

  • Con il blocco della rivalutazione delle pensioni.
  • L’aumento dell’età pensionabile.
  • Lo stop alle nuove assunzioni nella scuola, al rinnovo dei contratti pubblici e il congelamento dei salari.
  • L’aumento dei ticket sui medicinali e visite diagnostiche.
  • L’aumento dell’IVA, che si aggiunge a quelle di luce e gas.
  • Taglio di 6 miliardi agli enti locali che si rifletteranno pesantemente sui servizi sociali comunali, alla faccia del così detto federalismo.

Una manovra economica che peserà ulteriormente sulle nostre tasche, mentre  lor signori ricchi, non torcerà un capello.

Questa manovra finanziaria ingiusta va contrastata e respinta con la protesta di popolo, mobilitando tutte quelle forze sindacali, sociali e politiche della sinistra, decise a difendere nelle piazze e nelle istituzioni i diritti dei tanti, contro gli interessi dei pochi.


Rifondazione c’è!

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

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