Archivio per 5 luglio 2011

Manovra economica e norma pro Fininvest

Ma chi se ne frega della norma pro Fininvest!

Certo, perchè con questa scusa, che sospende la destinazione dei 750 milioni di euro che da Fininvest dovrebbero cadere nelle casse di De Benedetti qualora la cassazione decidesse per il risarcimento definitivo (parliamo dell’ormai datato processo detto Lodo Mondadori), e di cui il popolo non godrà nemmeno di un centesimo, non si parla della manovra finanziaria.

Manovra che andrà ad infilare le mani dello stato direttamente nei portafogli dei cittadini per prelevare 43 miliardi di euro.

Questa finanziaria (qui potete leggere la cartella consegnata a Napolitano), forse più di ogni altra, colpirà in modo particolare i redditi bassi. Innalzamento dell’età pensionistica, diminuzione degli aumenti della pensione, ticket sanitario, blocco degli stipendi, stop alle assunzioni, tagli all’istruzione, aumento delle accise e delle imposte di bollo, insomma, di tutto e di più.

Se occorre recuperare 43 miliardi di euro, qualcuno dovrà pur tirarli fuori, no?

Intanto i vari pinocchio spergiurano che, per far fede al loro programma, non inalzeranno le tasse.

E mentre le banche fanno a gara per garantire fidejussioni praticamente gratis a copertura dei 750 milioni contesi tra Fininvest e De Benedetti, alle famiglie italiane non resta che chiedere l’ennesimo prestito per pagare i debiti di questo malandato Stato, confidando di avere ancora un lavoro come garanzia per le banche.

Siamo in democrazia, potete scegliere: alta velocità o manganellate in testa

di Alessandro Robecchi, pubblicato in Il Misfatto

Il revival dell’estate: la manganellata della polizia torna prepotentemente di moda! – Per una volta, la Lega unisce l’Italia: Bobo Maroni invia poliziotti meridionali a picchiare montanari piemontesi  – La lentezza dei trasporti è un problema nazionale: le bastonate della polizia ci hanno messo dieci anni da Genova alla Val di Susa!

Il must dell’estate 2011? Il livido da manganello! La cicatrice da carica della polizia, il setto nasale deviato e l’intossicazione da lacrimogeno. Si sa che le mode hanno i loro corsi e ricorsi e così, passati dieci anni da Genova 2001, rieccoci ad apprezzare alcuni tratti stilistici che credevamo dimenticati. Certo, qualche avvisaglia del revival si era vista in piccole avanguardie attentissime all’evoluzione del costume, per esempio la sala Bunga-Bunga della discoteca di Arcore, dove le ragazze già mesi orsono si vestivano da poliziotte (e poi, dopo gli scontri, da infermiere). Piccoli segnali, ma nulla in confronto alla presentazione ufficiale della stagione estiva, avvenuta settimana scorsa in Val di Susa. “La musica elettronica ci aveva un po’ distratto – dice un funzionario di Polizia – ma ora siamo tornati alle vecchie care percussioni: non avete idea di come suoni la testa di un No-tav, il nostro comandante dice che è fatta apposta”. Nostalgia, dunque? “Ma no – risponde un questurino – c’è stata un’evoluzione. A Genova picchiammo Boys-scout, suorine, pacifisti con le mani alzate che erano venuti apposta. Oggi, invece, bastoniamo direttamente cittadini del luogo, insomma, facciamo servizio a domicilio”.
Come tutti sanno, ogni moda, dalla minigonna, ai pantaloni a zampa di elefante, alla mano pesante della polizia, ha le sue radici sociali. “Ovvio – dice un funzionario della celere – e anche qui la lezione viene da Genova 2001. Oggi se non hai il numero di Bisignani come puoi fare carriera? Solo spaccando qualche testa, come è avvenuto dieci anni fa: tutti i funzionari filmati mentre picchiavano cittadini disarmati sono stati promossi!”. “Però – aggiunge – non dovete pensare che lo facciamo solo per lavoro, ci vuole passione!”. Come dopo ogni sfilata che si rispetti, anche dopo le bastonate distribuite in Val di Susa, lo stilista si è fatto avanti per prendere l’applauso della platea. Bobo Maroni, ha percorso per ultimo la passerella, e ha raccolto unanimi consensi dal governo e anche da parte dell’opposizione: “La Lega – ha detto – è sempre vicina ai popoli e alla loro autodeterminazione. A meno che non ci sia in ballo un affare da parecchie centinaia di milioni di euro. In quel caso sappiamo picchiare la gente anche meglio degli altri, e lo abbiamo dimostrato. Ci siamo esercitati sugli ultras degli stadi, ora sui cittadini della Val di Susa e domani chissà, ogni italiano potrebbe avere il suo livido da manganello. Oltretutto costa meno di un piercing o di un tatuaggio: è gratis e offre lo Stato italiano!”.


Rifondazione c’è!

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

Calendario delle pubblicazioni

luglio: 2011
L M M G V S D
« Giu   Ago »
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031