Archivio per 21 marzo 2011

Milano, comunicato stampa

 

COMUNICATO STAMPA

Stop al nucleare!”Blitz davanti alla Prefettura di Milano,una delegazione della Federazione della Sinistra incontra il viceprefetto.

Alla fine del presidio lampo  di uomini e donne vestiti con tute  bianche e mascherine antigas a simboleggiare la fragilità delle difese umane contro le radiazioni nucleari,una delegazione composta dal Consigliere comunale Basilio Rizzo, Capolista della Lista unitaria “Sinistra per Pisapia” che correrà alle Comunali di maggio,dal Consigliere Provinciale Massimo Gatti
Capogruppo in Provincia di Milano per Lista un’Altra Provincia-PRC-PdCI e da Giovanna Capelli e Giansandro Barzaghi della Segreteria provinciale del PRC  hanno incontrato il vice prefetto

La delegazione ha espresso indignazione e preoccupazione per  la posizione irresponsabile del Governo italiano che ignora la tragedia giapponese e, diversamente dagli altri governi europei, prosegue nell’insensata scelta del ricorso all’energia nucleare.Il  piano del Governo ha degli elementi di pura follia e di arroganza politica: non tiene conto delle caratteristiche del territorio italiano per lo  più montuoso  e sismico,disprezza la vite delle persone ,viola il principio di precauzione e il sentire popolare che ha bocciato il nucleare nel referendum nel 1987, è unicamente e acriticamente supino agli interessi privati delle lobby rapaci dei nuclearisti..L’apparente frenata nelle dichiarazioni dei ministri sono ispirate all’opportunismo elettoralista;in realtà prosegue il boicottaggio dei referendum :niente election day,pur con grande spreco di denaro pubblico.

Lista Sinistra per Pisapia -Federazione della Sinistra Milano

LIBIA

L’attacco alla Libia nella quale è pienamente coinvolto il nostro Paese, nuovamente in violazione dell’art. 11 della Costituzione, rischia di essere l’avvio, se non sarà fermato, di una nuova guerra coloniale.

La confusione provocata dalle ragioni “umanitarie” con le quali viene mascherata la guerra, rende più difficile sviluppare una mobilitazione vasta del popolo della pace, che è invece urgente e necessaria.

I compagni e le compagne del coordinamento de “La CGIL che vogliamo” della Lombardia esprimono contrarietà alla decisione presa dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla Libia che autorizza la creazione di una no-fly zone con tutti i mezzi disponibili, compreso il ricorso all’uso della forza.

L’Italia ha già partecipato a due spedizioni militari fingendo che fossero umanitarie (Afghanistan e Irak). Una (votata da tutti i partiti contro l’art. 11 della Costituzione) la stiamo ancora combattendo.

I primi bombardamenti su Tripoli con la partecipazione dell’Italia hanno tolto ogni ipocrisia sulle caratteristiche di una vera e propria azione di guerra.

I bellicisti nostrani fanno eco ai bellicisti d’oltre oceano. Obiettivo sarebbe quello di portare “ordine”, il nostro ordine è, ovviamente, quello di mettere le mani sul petrolio, oltre che quello di stabilire il controllo sul paese. Bisogna fermare gli irresponsabili prima che facciano altri danni.

Le implicazioni geopolitiche ed economiche di un intervento militare USA-NATO contro la Libia sono di vasta portata.

La Libia è tra le più grandi economie petrolifere del mondo, con circa 3,5% delle riserve mondiali di petrolio, più del doppio di quelle degli Stati Uniti. Le compagnie petrolifere straniere che operavano prima dell’insurrezione in Libia erano la francese Total, l’ENI dell’Italia, la China National Petroleum Corp (CNPC), Britisch Petroleum, il consorzio petrolifero spagnolo REPSOL, ExxonMobil, Chevron, Occidental Petroleum, Hess, Conoco Phillips.

Manifestiamo il nostro rifiuto ad ogni forma di guerra, intervento militare e uso della forza, anche per risolvere i problemi interni dei paesi.

Prima di tutto fermare le armi e giungere ad una soluzione condivisa, diplomatica e politica, sulla crisi in Libia, senza intervento militare.

Riaffermiano la determinazione a continuare la mobilitazione con tutte le forze pacifiste contro la guerra e per la pace, per cessare il fuoco e l’immediata sospensione di tutte le operazioni offensive in Libia, Siamo per il diritto alla sovranità e all’autodeterminazione per tutti i popoli.

Come si è già cominciato a fare in alcune realtà, invitiamo tutte le associazioni democratiche ad organizzare manifestazioni, presidi, volantinaggi e prese di posizione che esprimano un NO deciso alla logica feroce della guerra e la richiesta, di una offensiva internazionale di pace.


Per questo chiediamo alla Segreteria Nazionale della CGIL di esprimere una chiara e netta posizione contro l’intervento armato in Libia.


21-03-2011 (da  “La  CGIL  che vogliamo” Lombardia)

(Inviata da Coordinamento “La CGIL che vogliamo” Lombardia

Al coordinamento nazionale de “La Cgil che vogliamo”)


Rifondazione c’è!

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

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