ENERGIA PULITA O NUCLEARE ?

 

ENERGIA PULITA o NUCLEARE?

 

Gli ultimi tragici avvenimenti, a seguito del recente terremoto in Giappone, rimettono in prima linea la discussione sulle modalità di produzione dell’energia e questo in un contesto internazionale.

Da anni il dibattito, in previsione della progressiva riduzione del petrolio e di altre materie prime che oggi vengono utilizzate per produrre l’energia, segue due filosofie:

la prima che si basa sulla convinzione che le risorse energetiche siano praticamente illimitate e la seconda che contesta radicalmente questa affermazione e propone un modello di sviluppo sostenibile.

La crisi di livello globale che le economie dei paesi industriali tradizionali ed emergenti stanno affrontando richiede un nuovo pensiero che definisca un nuovo modello di sviluppo economico e sociale che non può più essere basato su un modalità di produzione e stili di vita che hanno causato cambiamenti climatici tali da mettere in discussione, se non si cambierà profondamente, l’avvenire del nostro pianeta.

Il punto centrale è questo: o si cambia lo stile di vita o qualsiasi piccola modifica non fa altro che allungare l’agonia del pianeta.

E su questa questione fondamentale si individua lo spartiacque tra le politiche conservatrici e  quelle che promuovono sostenibilità per le future generazioni.

E basterebbe pensare al tasso di democrazia tra i due modelli:

Il primo richiede di mantenere il potere in poche mani, di ricorrere alle guerre per il controllo delle materie prime, produce un impoverimento complessivo della società che ci fa tornare indietro prima della rivoluzione industriale che fu la base dello sviluppo del XX secolo.

Il secondo è esattamente il contrario: riconosce come BENI COMUNI le risorse naturali come l’acqua, il sole, il vento e si caratterizza dalla partecipazione dei popoli al futuro del proprio paese.

In questa elaborazione del Nuovo Pensiero degli anni 2000, si colloca il dibattito sull’uso delle risorse e quindi la contrapposizione tra utilizzo delle fonti rinnovabili e del nucleare per soddisfare i bisogni energetici del pianeta.

Non possono esserci mediazioni; anche dal punto di vista tecnico e dei costi l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili è meno cara, più sicura e sempre disponibile a differenza di quella nucleare.

Ed in tempi di crisi come quello attuale, basterebbe guardare vicino a noi alla Germania, per scoprire che gli investimenti relativi alla produzione di energia da fonti rinnovabili hanno, in un tempo brevissimo, aumentato l’occupazione creando maggiore ricchezza nel paese e riducendo la dipendenza dalle importazioni, con un saldo positivo nella bilancia commerciale.

Ma basterebbe solamente vedere cosa sta accadendo alle centrali nucleari in Giappone per non avere più dubbi ed intraprendere con forza la strada dello sviluppo delle rinnovabili anche nel nostro paese.

A giugno saremo chiamati, tra gli altri come quello sull’acqua bene pubblico, ad esprimerci sulla possibilità di costruire nuoce centrali nucleari nel nostro paese.

Non ci sono dubbi: la vittoria del NO significa intraprendere la seconda strada: quella dello sviluppo sostenibile a salvaguardia delle future generazioni.

PRC-Senago (18-03-2011)

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