Archivio per dicembre 2010

Omelia di don Andrea Gallo per Natale 2010

Omelia di don Gallo alla Messa di Natale 2010 nella Chiesa di San Benedetto al Porto di Genova. Don Gallo ha ricordato che Gesù ha lottato per un mondo migliore già per la nostra vita terrena e ha poi parlato delle nuove povertà, dei respingimenti dei migranti, della disoccupazione, della mancanza di certezze nel futuro, della perdita dei diritti sociali, di ricchezze sempre maggiori per alcuni a scapito di tanti, della crisi della sinistra e della nuova spinta verso a giustizia, che proviene dai giovani.. La Messa è stata concelebrata da don Federico Rebora, parroco di San Benedetto, che nel 1970 diede asilo a don Gallo allontanato da un’altra chiesa di Genova ed accolse i primi giovani dalla Comunità.

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ACQUA – FRANCESCAGLIA, PATTA, GATTI: “OPPOSIZIONI UNITE CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA IN LOMBARDIA”

21 dicembre 2010. In merito al progetto di legge sul sistema idrico in discussione domani in Consiglio regionale, il Portavoce della Federazione della Sinistra, Francesco Francescaglia, il Segretario provincia PRC, Antonello Patta, il Capogruppo consiliare Lista civica Un’Altra Provincia-PRC-PdCI in Provincia di Milano, Massimo Gatti, dichiarano:

“Domani tornerà in Consiglio regionale lo sciagurato progetto di legge che mira a privatizzare l’acqua in Lombardia. Formigoni e la sua maggioranza PDL-Lega Nord obbediscono al Governo e vanificano la richiesta di referendum per l’acqua pubblica, accelerando la privatizzazione per paura del voto popolare richiesto da un milione e 400 mila cittadini e delle molte prese di posizione di Sindaci anche di centrodestra.

Dopo aver indebolito in questi anni il sistema pubblico, facendo spezzatino di aziende grandi ed efficienti, inventando una divisione innaturale tra patrimonio, gestione ed erogazione, e moltiplicando posti e seggiole dei consigli di amministrazione, oggi PDL e Lega mirano a consegnare ai privati almeno il 40% del sistema idrico, fregandosene totalmente dell’aumento delle tariffe, del calo degli investimenti e dell’occupazione che i privati hanno già causato nelle varie zone d’Italia in cui hanno operato.

In Provincia di Milano, in un anno e mezzo di mandato, Podestà non ha fatto nulla per l’acqua pubblica e il 16 dicembre scorso la sua maggioranza ha nuovamente respinto una mozione presentata unitariamente da tutti i gruppi di opposizione (Lista civica Un’Altra Provincia-PRC-PdCI, PD, IDV e UDC) contro la privatizzazione del sistema idrico.

È vergognoso che nonostante le manifestazioni tenutesi nei mesi scorsi a Milano alle quali hanno partecipato migliaia di cittadini, il centrodestra continui a procedere a testa bassa. Per questo facciamo appello a tutte le forze di opposizione in Consiglio regionale, a partire da Sinistra ecologia e libertà, affinché intervengano in modo unitario e deciso, con tutte le modalità a disposizione, per scongiurare l’approvazione di questo progetto di legge.

Per evitare lo scippo del referendum e della democrazia, è necessaria una battaglia comune di movimenti, partiti e istituzioni locali, per imporre una moratoria in attesa del voto popolare e per sostenere il rilancio di una politica pubblica dell’acqua in Lombardia e nel Paese.

Per queste ragioni saremo presenti al presidio previsto per domani, mercoledì 22 dicembre, dalle ore 10.30 sotto la sede del Consiglio regionale lombardo (via F. Filzi, 22)”.

Cala il buio su Senago

Le vasche le vogliono fare. La giunta regionale della Lombardia e la Provincia di Milano, hanno tutte le intenzioni di realizzare le vasche di laminazione del torrente Seveso a Senago valendosi del commissario straordinario all’emergenze che, con ogni probabilità, sarà eletto ad hoc dalla maggioranza di centro destra.

Rifondazione Comunista di Senago si schiera a fianco del Comitato Senago Sostenibile in questa lotta per dichiarare il proprio NO alle VASCHE di LAMINAZIONE e per la salvaguardia nel nostro territorio che vogliamo mantenere allo stato attuale, SENZA ALTRO CEMENTO!

Nella foto, il primo dei presidi organizzati dal Comitato Senago Sostenibile avvenuti domenica 12 e domenica 19 dicembre ed a cui Rifondazione Comunista ha aderito. Moltissime le presenze presso i banchetti e nutrita la raccolta firme che ne è risultata.

PER IL RITIRO DEL DDL GELMINI



 

Il marcio su Roma

pubblicato in Il Manifesto da Alessandro Robecchi

Un fattivo sostegno alle politiche per l’occupazione viene dalla giunta comunale di Roma e dal sindaco della capitale Gianni Alemanno, che ha trovato lavoro a tanti giovani. Per esempio a er Sorcio, er Bufalo, er Secco, detto Spaccameloni per il suo vizio giovanile di sprangare coetanei di sinistra. Er Cencio, grazie al suo nuovo impiego all’Atac, potrà scordare i suoi trascorsi da terrorista nero e il breve soggiorno a Regina Coeli. Poi c’è l’ex donna der Sorcio, attualmente fidanzata con Franco Scannacani, detto l’infame de Centocelle (assunto anche lui ai servizi ambientali con funzioni di dirigente), entraineuse a tempo perso e oggi segretaria di concetto. Assunti a tempo indeterminato anche lo zio di un cognato di un assessore, due cugine di terzo grado del direttore del personale, quattro nipoti acquisiti del capo distretto, l’amante di un dirigente di media fascia che non si può dire sennò manda due nazisti calvi a menarvi con la mazza da baseball. Un nome di spicco, assunto in una municipalizzata romana, è Guido, detto Guidone, detto Guidone lo Stronzo, detto Guidone lo Stonzo Per Davero, che alla domanda dei giornalisti (“Ma ha fatto un concorso”?), ha risposto serafico: “E come, no? Concorso in rapina, ma tanti anni fa”. Assunti alla municipalizzata dei servizi ambientali anche i principali esponenti del vecchio gruppo di fuoco dei Nar, alcuni amici di un certo Mokbel, brava personcina davvero, e – con mansioni organizzative –  Francone er killer der Testaccio, soprannominato dagli amici Hitler per le sue posizioni moderate e la propensione al dialogo. Hanno trovato un lavoro grazie alla politica del sindaco Alemanno e della sua giunta anche circa trecento figli di dirigenti, amministratori, caposcorta, guardaspalle, tiratori scelti, arditi antemarcia e rapinatori in pensione. La selezione è stata accurata e severissima, perché la destra sociale non guarda in faccia  nessuno, ovvia prudenza nel caso fosse chiamata, un giorno, a testimoniare.

 

 

 

FORZA NUOVA, PATTA (PRC-FDS): “IL PRESIDIO ANTIFASCISTA SI FARÀ. NO AD ASSURDE EQUIPRAZIONI CON GRUPPUSCOLI NEOFASCISTI”

Milano, 16 dicembre 2010. In merito al presidio indetto per sabato 18/12 contro l’apertura della sede di Forza Nuova in Corso Buenos Aires a Milano, il Segretario provinciale PRC-Federazione della Sinistra, Antonello Patta, ha dichiarato:

“Il presidio di sabato 18 contro l’inaugurazione della sede di Forza Nuova in Corso Buenos Aires si farà, nonostante l’annunciata diffida della Questura di Milano, ad oggi non ancora notificata alle tante organizzazioni democratiche e antifasciste promotrici dell’appuntamento. Se venisse confermato questo divieto, ci troveremmo di fronte ad una assurda e irresponsabile equiparazione tra un  gruppuscolo neofascista e un ampio arco di forze democratiche, tra cui spiccano i nomi di ANPI, ANED, ARCI, CGIL,  Federazione della Sinistra, PRC, PD e altre organizzazioni politiche e sociali.

Fino ad oggi la mobilitazione ha ottenuto un primo importante risultato, con la notifica da parte del Comune di Milano della cancellazione della disponibilità all’apertura della sede presso quei locali. Nonostante ciò, Forza Nuova ha confermato l’intenzione di occupare illegittimamente quegli spazi pubblici, ottenendo l’appoggio di alcuni rappresentanti istituzionali del PDL, tra i quali il consigliere comunale Aldo Brandirali e la consigliera provinciale Roberta Capotosti.

Nuovamente si tenta di infangare la storia antifascista della città medaglia d’oro della Resistenza, e ancora una volta il centrodestra, che il Presidente del Consiglio vorrebbe “moderato”, foraggia apertamente gruppi dell’estrema destra milanese.

Come Federazione della Sinistra e Rifondazione Comunista, tra i promotori dell’appuntamento, riconfermiamo il Presidio previsto per sabato 18 dicembre alle ore 14.30 in Piazza Oberdan, invitando i democratici e gli antifascisti milanesi ad un’ampia partecipazione, per difendere la democrazia, la Costituzione nata dalla Resistenza e impedire la riscrittura della storia del nostro paese”.

APPUNTAMENTO SABATO 18 DICEMBRE ALLE 14.30 IN PIAZZA OBERDAN

 

Appuntamenti: sabato 18 dicembre manifestazione contro l’apertura della sede di Forza Nuova

APPELLO

A TUTTE LE CITTADINE E I CITTADINI DI MILANO CHE SI RICONOSCONO NEI VALORI DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA NATA DALLA LOTTA DI RESISTENZA PER LIBERARE IL NOSTRO PAESE DALLA DITTATURA NAZI-FASCISTA

Abbiamo appreso la notizia dell’apertura in Corso Buenos Aires a Milano di una sede di Forza Nuova, in un locale di proprietà dell’Amministrazione Comunale di Milano.

Come ben sapete, Forza Nuova, è una organizzazione di stampo neo-fascista.

Tale notizia lascia tutti noi, cittadini democratici e antifascisti, sgomenti e preoccupati per la gravità e la portata di tale iniziativa che si colloca a ridosso della commemorazione dell’eccidio di Piazza Fontana.

Ancora una volta si prova ad infangare la memoria di Milano città medaglia d’Oro della Resistenza autorizzando e riconoscendo  spazi organizzativi e politici a forze che hanno sempre osteggiato la democrazia e la nostra Repubblica nata dalla Resistenza antifascista.

Noi non intendiamo assistere a questo scempio.

Noi non possiamo e non vogliamo stare fermi; non si può non vedere in questo gesto di Forza Nuova una provocazione politica che rischia di alimentare tensioni di cui francamente la nostra città e la nostra democrazia non ne ha bisogno.

Per questo chiediamo a tutti coloro che intendono opporsi in tutti i modi e in tutte le forme democratiche, e nel rispetto delle nostre leggi, di sostenere queste nostre ragioni!

Chiediamo al Comune di Milano, alla Questura ed alla Prefettura, un intervento immediato per impedire l’apertura della sede di Forza Nuova.

A sostegno delle nostre richieste viene indetta una manifestazione cittadina per il giorno

 

SABATO 18 DICEMBRE 2010

CORTREO ORE 14

DA PIAZZA LIMA A PIAZZA OBERDAN

 

Hanno già aderito:

Aned Milano Libera Milano

Anpi Milano Osservatorio Democratico sulle nuove Destre

Anpi Varzi Partito Democratico

Anpi Voghera Partito dei Comunisti Italiani

Arci Milano Rifondazione Comunista

Associazione Adesso Basta Sinistra Ecologia Libertà

Associazione Archivio del Lavoro Unione degli Studenti

Associazione culturale Punto Rosso

Casa della Cultura Milano

CGIL Camera del Lavoro Metropolitana di Milano

Federazione della Sinistra

Fiap

Fondazione Aldo Aniasi

Lista civica Un’altra Provincia

Istituto studi storici G. Salvemini-Torino

Italia dei Valori

 

Sui tetti per difendere la ricerca pubblica – prima puntata

Da più parti, ci si chiede perchè oggi gli operai salgono sulle torri ed i carri ponte delle fabbriche, i migranti sulle gru dei cantieri, gli studenti sui monumenti delle piazze italiane e i ricercatori sopra i tetti delle università. La risposta fondamentalmente è una sola: per essere visibili e forse anche ascoltabili. Perchè il paradosso ci induce ad andare più in alto, o più lontano, perchè da vicino nessuno riesce a comprendere il diritto negato all’altro. Nelle università italiane, ancora oggi, ricercatori e studenti salgono sui tetti, ed in modo assolutamente pacifico, semplicemente perchè qualcuno sta distruggendo quel poco di ricerca e di università pubblica che ancora rimangono in un’Italia sempre più votata al cieco autolesionismo e che qualcuno vorrebbe vedere abbeverarsi solo alla fonte del Grande Fratello.

Se volessimo buttarla sul ridere potremmo dire che saliamo sui tetti perchè, come i famosi nani sulle spalle degli ancor più famosi giganti, vogliamo vedere più lontano. Ma la visuale si perde inesorabilmente su un panorama desolato. Il disegno di legge Gelmini purtroppo ha la vista ed il fiato molto corto. La ministra Gelmini, come ha già fatto in tutte le altre scuole di ogni ordine e grado, taglia finanziamenti anche alla ricerca universitaria. E lo fa con l’arroganza e la protervia di chi sembra voler moralizzare un mondo ormai totalmente privo di etica.  Come se proprio nel Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana fossimo in presenza di chicchessia che possa vagamente fare la morale a qualcuno.

Quando la ministra parla della riforma dell’università inizia a snocciolare una serie ormai nota di slogan. Una serie di parole d’ordine assolutamente vuote che stridono ancor più ferocemente con la realtà dei contenuti della riforma. La controriforma, come dovremmo veramente chiamarla, porta il nome della Gelmini, ma è assolutamente ed innegabilmente opera del suo collega Tremonti che opera una riforma a suon di tagli ed all’insegna del risparmio. Nemmeno un euro di investimento !!! A fronte di ciò che fanno Germania e Stati Uniti, per portare due soli esempi, che pur in presenza di manovre economiche da lacrime e sangue, investono ulteriormente nella ricerca con una lungimiranza che non abita negli italici confini.

Ma veniamo un po’ all’analisi di queste parole d’ordine che il Ministro Gelmini indica come punti di forza della riforma universitaria: lotta alle parentopoli, eliminazione dello strapotere dei baroni (notoriamente i professori ordinari con maggior potere), più diritto allo studio, nuovo sistema di governo delle università, lotta alla fuga dei cervelli, valorizzazione del merito, valutazione della ricerca e della didattica, lotta alla autoreferenzialità delle università, apertura degli atenei a collaborazioni con soggetti esterni e privati, lotta alla precarietà, ingresso con un ruolo stabile ed a tempo indeterminato negli atenei ad una età inferiore alla media anagrafica attuale. Una serie di elementi che ci porterebbero a dire che sarebbe veramente opportuno sostenere un disegno di legge che si prefigge di risolvere tutta questa serie di problemi che davvero influiscono sulla scarsa efficienza ed efficacia del sistema universitario del nostro paese.

Il primo falso mito di questa riforma è uno dei più palesemente falsi ed inverosimili: la lotta alle baronie. Il Ministro dovrebbe spiegarci per quale ragione la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) ha sposato e caldeggiato fin dall’inizio l’approvazione di questo progetto di riforma e ne chiede tuttora a gran voce la sua rapida conversione in legge. E se non sono baroni proprio i rettori ??? Nella nuova università ridisegnata da Gelmini, il Consiglio di Amministazione assumerà ogni potere sia di ordine politico per la scelta delle linee guida dell’ateneo che per le questioni di ordine meramente economico. Ebbene i nuovi CdA non verranno più eletti, come avviene oggi, ma verranno nominati dal Rettore. Quindi nelle università si procederà ad eleggere un Rettore, cosa che già avviene, che provvederà ovviamente a circondarsi di un gruppo di provata fedeltà, che mai e poi mai potrà sfiduciarlo perchè direttamente a lui legato. Tutto questo nell’ottica ministeriale dovrebbe togliere potere a chi finora lo ha gestito nelle università italiane. Invece fa cadere ogni minimo sistema di controllo. Si spaccia per democratizzazione un lento ed inesorabile declino verso la dittatura. E i baroni sentitamente ringraziano…

(continua)

Lavoro e Diritti!

fermiamolo

STATUTO FEDERAZIONE DELLA SINISTRA

Dal primo Congresso della Federazione della Sinistra, nasce lo statuto: “Principi ispiratori della Federazione della Sinistra”.

STATUTO

Statuto della Federazione della Sinistra

Principi ispiratori della Federazione della Sinistra

 

La Federazione della Sinistra (FdS) è un soggetto politico autonomo, libero, plurale e democratico.  La Federazione della Sinistra nasce per unire donne e uomini che vogliono contribuire alla trasformazione della società, al superamento del dominio capitalistico e di classe e di ogni forma di  patriarcato,  ad un processo di  liberazione di tutte e tutti, nella piena attuazione dei principi di libertà, uguaglianza, contro ogni forma di oppressione.

La Federazione della Sinistra  lotta per la liberazione del lavoro dallo sfruttamento, per i diritti del lavoro e al lavoro; per l’autodeterminazione delle donne e contro ogni forma di violenza maschile, per i diritti civili e la libera espressione del proprio orientamento sessuale; ripudia e combatte ogni forma di razzismo, discriminazione e violenza  in base all’appartenenza etnica, al sesso, all’identità e all’orientamento sessuale, alla condizione sociale, alla religione. La Federazione della Sinistra si batte per la libertà dei popoli, per la pace e contro la guerra; per la difesa e la demercificazione dei beni comuni e per la salvaguardia dell’ambiente e della natura. La Federazione della Sinistra si batte per il pieno riconoscimento dei diritti sociali, civili e politici dei cittadini e delle cittadine migranti e per l’abolizione di tutte le norme di legge nazionali e di tutti i provvedimenti amministrativi locali discriminatori, xenofobi e razzisti.

La Federazione della Sinistra è antifascista e si batte per la difesa e la piena attuazione della Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza.

La  Federazione della Sinistra considera la cultura, il sapere, la libera ricerca e la libera espressione delle idee, l’informazione libera e indipendente diritti inalienabili dell’individuo e fondamentali per il progresso dell’umanità.

Contro la precarietà del lavoro e della vita di intere generazioni, la Federazione della Sinistra si batte per il diritto al lavoro, al reddito, al futuro.

La Federazione della Sinistra ritiene irrinunciabile l’attuazione del diritto costituzionale alla salute, all’assistenza e alla cura.

La Federazione della Sinistra opera per una società laica e libera da ogni forma di oscurantismo e integralismo religioso.

La Federazione della Sinistra si batte per un rinnovamento profondo della politica e dei partiti, facendo propria la centralità della questione morale come fattore determinante per il pieno dispiegarsi di una democrazia fondata sulla partecipazione.

La Federazione della Sinistra  nasce per promuovere l’unione e la connessione delle lotte di quante e quanti vogliano concorrere a un movimento reale che trasformi  lo stato di cose presente, richiamandosi ai punti più alti della storia del movimento operaio, italiano e internazionale, comunista, socialista  ed ai grandi movimenti di massa dell’antifascismo, del sindacalismo di classe, femministi e dei diritti civili, ambientalisti, antirazzisti, pacifisti, internazionalisti e impegnati per la costruzione di un altro mondo possibile.

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