L’AMICO E I NEMICI

Così per Veltroni noi, che vogliamo andare al voto subito per cacciare Berlusconi, saremmo i nemici dell’Italia. Mentre lui, che oggi propone un governo di transizione che affronti i nodi della legge elettorale e si occupi dell’emergenza finanziaria e della situazione sociale del paese ne sarebbe il salvatore.
A prima battuta uno dei tanti italiani che non aspetta altro che la cacciata di Berlusconi potrebbe anche annuire a queste frasi. Chi conosce però la storia di questo paese invece sa che dietro queste parole c’è ben altro e sicuramente nulla di buono nè per le classi popolari nè per l’Italia. La proposta di Veltroni infatti è ben più pesante di un semplice governo di transizione, ed è più a destra di quello che fino ad oggi ha detto Bersani. Dire infatti che questo governo “tecnico” si debba occupare dell’emergenza finanziaria apre uno scenario nuovo anche all’interno del PD, uno scenario in cui Veltroni si mette al “centro” del rapporto con Api ed UDC per costruire le basi di un nuovo possibile spazio che utilizza la transizione per ricostruirsi e posizionarsi al centro del sistema politico post berlusconiano. Trattando con Fini e con il PD, questo centro d’interessi alzerebbe il prezzo ogni volta, giocando di concerto con Confindustria, banche, Vaticano… ed ambasciata americana. Sia chiaro però che questo schieramento non avrà le caratteristiche storiche della mediazione sociale interclassista stile DC, il capitalismo ed i poteri forti; la stessa composizione di classe italiana infatti è mutata. Mutato inoltre è anche l’architettura istituzionale dei poteri, dato che il governo economico dell’unione non è più una retorica, ma da qui a breve sarà il vero luogo in cui si concretizzeranno le scelte economiche e le “riforme strutturali”. Banche, fondazioni bancarie, capitalismo finanziario, sono i veri poteri che oggi tengono il pallino, ed è su loro mandato che la casta politica si muoverà. Per fare un esempio comprensibile a tutti basta solo pensare quanto calore trovano le frasi di Mario Draghi nell’intero arco istituzionale. Ma quale sarebbe il mandato vero di questo nuovo blocco politico? Rassicurare i mercati, far chinare la testa al paese alla logica rigorista europea imposta dalla Merkel su mandato della Bundesbank con il nuovo patto di stabilità, intortare il conflitto sociale nel paese con il nuovo patto sociale cgil cisl uil. Sacconi insomma fa il lavoro sporco sull’art 18, Casini complice quanto lui, guida adesso il nuovo che avanza cominciando a dire che è arrivato il momento di scelte impopolari.
Se questi sono i nostri amici è meglio che cambiamo paese… o che lo facciamo cambiare a loro.

13.11.20110 “controlacrisi.org”

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