Archivio per novembre 2010

“No al progetto di legge regionale. Difendiamo l’acqua pubblica”

“Ci troviamo di fronte ad un duplice oltraggio nei confronti della democrazia, ai danni dei comuni e di quei cittadini e cittadine che hanno sottoscritto il referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Il progetto di legge infatti, recependo il decreto Ronchi, obbligherà all’affidamento della gestione dell’acqua a soggetti privati, espropriando i comuni del loro ruolo decisionale in materia di servizi idrici e ponendo fine alla gestione pubblica di un bene comune fondamentale. La scelta di PDL e Lega si configura inoltre come un vero e proprio oltraggio nei confronti della grande mobilitazione a sostegno del Referendum per l’abrogazione del Decreto Ronchi e per la ripubblicizzazione del servizio idrico, per cui in Italia sono state raccolte 1 milione e 400 mila firme (237 mila in Lombardia).  Saremo presenti al presidio indetto per oggi sotto il pirellone, insieme a quel grande movimento a difesa dell’acqua pubblica, per chiedere il ritiro della legge regionale e il rispetto della volontà popolare”.

Antonello Patta
(Segretario provinciale PRC-Federazione della Sinistra)

 

 

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Un complotto demo-giudo-plutocratico-venusiano

di Alessandro Robecchi, pubblicato in Il Manifesto

Il Manifesto, in collaborazione  con la Spectre. È in grado di mostrare in esclusiva mondiale il maligno disegno che si propone di screditare l’Italia a livello mondiale, un complotto demo-giudo-plutocratico-venusiano. La prima novità è che il disegno non è uno solo. Ecco il dettaglio della torbida macchinazione.
Nel primo disegno si vede il ministro dei beni culturali Sandro Bondi che piazza il figlio della sua compagna al ministero, un lavoretto da consulente all’Osservatorio per lo Spettacolo (2009) per la miseria di 25mila euro.
Nel secondo disegno si vede ancora il ministro dei beni culturali Sandro Bondi che trova un lavoretto (altri 25mila euro) all’ex marito della suddetta compagna, Emanuela Repetti, che evidentemente nella sua condizione di indigente deputata Pdl non poteva dagli una mano da sola.
Nel terzo disegno si vede – nell’ambito dei drastici tagli alla cultura – il ministro dei beni culturali Sandro Bondi che elargisce una sovvenzione di 285mila euro a una compagnia teatrale che sta vicino a Fivizzano, il suo paese.
Nel quarto disegno si vede il ministro dei beni culturali Sandro Bondi finanziare la trasferta dalla Bulgaria di quaranta persone per presentare e premiare a Venezia un film che non ha visto nessuno, dove recita (?) l’attrice Bulgara Michelle Bonev, “molto cara al primo ministro bulgaro e a Berlusconi” (parole del ministro della cultura bulgaro). Le indiscrezioni parlano di una cifra intorno ai 400mila euro.
Nel quinto disegno si vede il ministro dei beni culturali Sandro Bondi stanziare di 670 mila euro per lavori di ristrutturazione in due chiese, site a Novi Ligure, città della sua compagna e attuale residenza del ministro.
Come tutti possono capire, c’è un complotto internazionale per screditare l’Italia, come ha fatto intendere l’ex maestro di sci dei figli di Silvio Berlusconi, il ministro degli affari esteri Franco Frattini. E’ ora di dire basta, di respingere questi disegni che screditano il paese. Cosa che faremo con decisione. Appena avremo smesso di ridere.

Milano, manganellate contro gli studenti

Sul tetto con studenti e lavoratori

COMUNICATO STAMPA

Scuola, Patta (PRC): “ Sul tetto con studenti e lavoratori contro la distruzione dell’università italiana”

Milano, 25 novembre 2010.

In merito all’occupazione del tetto del Dipartimento di Fisica dell’Università Statale di Milano da parte degli studenti e dei lavoratori in mobilitazione contro la riforma universitaria, che proseguirà anche stanotte, il segretario provinciale del PRC-Federazione della Sinistra, Antonello Patta, ha dichiarato:

“Questo pomeriggio sono salito sul tetto del Dipartimento di Fisica per portare il sostegno di Rifondazione agli studenti e ai lavoratori in mobilitazione per chiedere il ritiro della controriforma dell’università. La sciagurata riforma portata avanti dal ministro della ‘distruzione’ pubblica Gelmini va fermata per non condannare a un triste destino il sistema universitario italiano e per restituire un futuro ai lavoratori, agli studenti e all’interno paese. Condanniamo inoltre con forza le cariche contro gli studenti, senza reali motivi di ordine pubblico. Auguriamo a questi ragazzi, sottoposti in questi ore ai necessari accertamenti medici, di uscire presto in buone condizioni di salute”.

Partito della Rifondazione Comunista

Federazione di Milano

Ufficio stampa

 

UNITA’ DELLA SINISTRA BENE COMUNE

La crisi italiana è grave. Con il nostro debito pubblico il rischio greco-irlandese cresce. La stessa, augurata, crisi di Berlusconi aumenta i pericoli. Un tipo come il nostro Cavaliere, che punta al Quirinale, ma se perde Palazzo Chigi potrebbe finire in galera, le tenterà tutte. Non dico un colpo di Stato (corre voce che anche i Servizi si siano stancati di lui), ma tutti i possibili imbrogli. In questa situazione sono state positive e incoraggianti le due giornate del Congresso per la Federazione della Sinistra, di sabato e domenica a Roma all’Hotel Ergife.

Innanzitutto le presenze, quasi un migliaio, attente e partecipi. Certo gli anziani erano più dei giovani (che comunque non mancavano), ma questa è la realtà di oggi. Non buona. Ma, contrariamente a quel che hanno scritto alcuni giornali, il Riformista tra gli altri, l’aria non era affatto di nostalgia. Nessuna sterile nostalgia, ma certamente, questa sì, la memoria – perché no, orgogliosa – della storia del movimento operaio e del comunismo italiano. Senza radici l’albero muore. Fortissima l’attenzione ai problemi del presente. Non solo denuncia, ma anche analisi, individuazione delle difficoltà sociali e politiche del presente e del futuro prossimo.

C’è voluto del tempo, forse troppo, ma un passo è stato fatto: domenica 21 novembre Rifondazione comunista di Paolo Ferrero, Comunisti Italiani di Oliviero Diliberto, Lavoro e Solidarietà di Giampaolo Patta e Socialismo 2000 di Cesare Salvi, hanno realizzato la loro unità nella Federazione della Sinistra.
Le difficoltà restano enormi, ma un passo importante è stato fatto. E credo che decisivo per questo passo avanti sia stata la grande manifestazione della Fiom il 16 di ottobre, che per la partecipazione e i contenuti andava ben oltre l’ambito sindacale. E così di straordinaria importanza e utilità è stato, nella prima giornata di questo congresso, l’intervento di Maurizio Landini, segretario generale della Fiom e iscritto a Sinistra Ecologia Libertà.

Landini ha giustamente insistito sul fatto che in una situazione di crisi generale, come oggi, la lotta sindacale è più che mai legata e anche dipendente dalla lotta politica. Nelle situazioni di crescita economica come nella seconda metà degli anni ’50 e per tutti i ’60, la lotta sindacale poteva andare per conto suo, oggi non è più così perché l’intervento dello Stato (cioè della politica) è essenziale. Ma proprio per questo l’obiettivo dell’unità e, soprattutto, del rinvigorimento della sinistra viene al primo posto.

La questione riguarda innanzitutto i rapporti tra la neonata Federazione e Sel, ma anche, credo io, i rapporti con componenti del Pd. Nel corso del dibattito congressuale non sono mancati gli inviti e gli appelli a Sel e a Nichi Vendola per ritrovarsi. I ripetuti richiami a questo tema e il convincimento, largamente condiviso, della crucialità dell’unità della sinistra di alternativa, mi sono sembrati il vero tema politico del dibattito congressuale, insieme alla questione (anche questa legata all’unità della sinistra) della riunificazione, ormai matura, tra i due partiti comunisti presenti nella Federazione.

È necessario che appelli e inviti non restino formali, anche se non possiamo nasconderci questo rischio. Bisogna – credo – fare con urgenza qualcosa di più, e anche Nichi, che stimo e apprezzo (in anni passati ho sostenuto una sua campagna elettorale nel Salento), dovrebbe dare un segno in tal senso. In Italia, ma non solo, c’è da ricostruire una sinistra. Nessuno può ritenersi autosufficiente se pensa davvero di avere di fronte i compiti essenziali ma anche enormi che dichiara di riconoscere. Per questo ci vogliono, da parte di tutti e di ciascuno, intelligenza, coraggio e anche generosità.

VELENTINO PARLATO IL MANIFESTO

Consiglieri comunali PDL e Lega in chiesa

PDL e LEGA, ovvero coloro che si autodefiniscono difensori della cristianità e dei valori morali.

E’ evidente che per costoro il rispetto non è un valore!

Da qualcuno avranno pure preso no?

Videolettera a Nichi Vendola

Paolo FERRERO (17.11.10) – VIDEOLETTERA A NICHI VENDOLA

La mossa della torre

 

IMMIGRATI, COMITATO ORGANIZZA MANIFESTAZIONE SABATO (OMNIMILANO) Milano, 17 nov – «Un permesso di soggiorno per ricerca occupazione che ci permetta di uscire dalla »clandestinità« e di poter avere non solo i diritti che ha ogni cittadino ma anche i doveri». Con questa richiesta il Comitato immigrati, che sostiene la protesta dei tre stranieri sulla torre di via Imbonati, lancia per sabato prossimo una manifestazione in città. «A settembre del 2009 il governo emette un Decreto legge che permette l’emersione dal lavoro nero solo per Colf o Badanti. Tutti gli altri lavoratori non possono fare domanda. Questo – spiega il Comitato – ha significato che molti immigrati che facevano altri tipi di lavoro (muratori, falegnami, braccianti, ecc) non hanno potuto accedere a questa sanatoria. Questi lavoratori sono caduti nelle grinfie della malavita. Molti hanno subito vere e proprie truffe organizzate». Il corteo partirà alle 15 dal dal presidio sotto la torre di via Imbonati. Tra le richieste dei manifestanti, «rilascio del permesso di soggiorno per chi ha subito la »sanatoria truffa«; prolungamento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro; rilascio del permesso di soggiorno per chi denuncia il datore di lavoro in nero o lo sfruttamento sul lavoro; emanazione di una legge che garantisca il diritto di asilo; riconoscimento del diritto di voto per chi vive in Italia da almeno 5 anni; riconoscimento della cittadinanza per chi nasce o cresce in Italia».
Da “controlacrisi.org”

L’AMICO E I NEMICI

Così per Veltroni noi, che vogliamo andare al voto subito per cacciare Berlusconi, saremmo i nemici dell’Italia. Mentre lui, che oggi propone un governo di transizione che affronti i nodi della legge elettorale e si occupi dell’emergenza finanziaria e della situazione sociale del paese ne sarebbe il salvatore.
A prima battuta uno dei tanti italiani che non aspetta altro che la cacciata di Berlusconi potrebbe anche annuire a queste frasi. Chi conosce però la storia di questo paese invece sa che dietro queste parole c’è ben altro e sicuramente nulla di buono nè per le classi popolari nè per l’Italia. La proposta di Veltroni infatti è ben più pesante di un semplice governo di transizione, ed è più a destra di quello che fino ad oggi ha detto Bersani. Dire infatti che questo governo “tecnico” si debba occupare dell’emergenza finanziaria apre uno scenario nuovo anche all’interno del PD, uno scenario in cui Veltroni si mette al “centro” del rapporto con Api ed UDC per costruire le basi di un nuovo possibile spazio che utilizza la transizione per ricostruirsi e posizionarsi al centro del sistema politico post berlusconiano. Trattando con Fini e con il PD, questo centro d’interessi alzerebbe il prezzo ogni volta, giocando di concerto con Confindustria, banche, Vaticano… ed ambasciata americana. Sia chiaro però che questo schieramento non avrà le caratteristiche storiche della mediazione sociale interclassista stile DC, il capitalismo ed i poteri forti; la stessa composizione di classe italiana infatti è mutata. Mutato inoltre è anche l’architettura istituzionale dei poteri, dato che il governo economico dell’unione non è più una retorica, ma da qui a breve sarà il vero luogo in cui si concretizzeranno le scelte economiche e le “riforme strutturali”. Banche, fondazioni bancarie, capitalismo finanziario, sono i veri poteri che oggi tengono il pallino, ed è su loro mandato che la casta politica si muoverà. Per fare un esempio comprensibile a tutti basta solo pensare quanto calore trovano le frasi di Mario Draghi nell’intero arco istituzionale. Ma quale sarebbe il mandato vero di questo nuovo blocco politico? Rassicurare i mercati, far chinare la testa al paese alla logica rigorista europea imposta dalla Merkel su mandato della Bundesbank con il nuovo patto di stabilità, intortare il conflitto sociale nel paese con il nuovo patto sociale cgil cisl uil. Sacconi insomma fa il lavoro sporco sull’art 18, Casini complice quanto lui, guida adesso il nuovo che avanza cominciando a dire che è arrivato il momento di scelte impopolari.
Se questi sono i nostri amici è meglio che cambiamo paese… o che lo facciamo cambiare a loro.

13.11.20110 “controlacrisi.org”

NON FAR SAPERE

 

Non far sapere ai popoli europei che i comunisti e la sinistra vincono le elezioni. O meglio, a quello italiano. La censura mediatica che subiscono i comunisti nel nostro paese attraversa i confini e si applica anche a ciò che riguarda gli altri paesi europei. Nella stampa italiana infatti, a partire dai suoi maggiori quotidiani, Repubblica e Corriere in testa, per non parlare dei telegiornali, non si è fatto un minimo accenno al primo turno delle elezioni amministrative che si sono tenute in Grecia questo fine settimana. Non pensiamo sia un caso. Sono elezioni dove Il Kke, il Partito Comunista Greco, ha avuto un grande risultato, raggiungendo il suo massimo storico dalla fine del regime dei colonnelli ad oggi, passando da una percentuale del 7,5% raccolta alle ultime elezioni politiche all’11% del 7 Novembre. Di fatto è l’unico partito greco a crescere, e lo fa dopo essere stato fra i protagonisti della rivolta al piano di austerità. Un successo riconosciuto da tutti i commentatori politici greci.
Queste elezioni erano un test politico importante, non solo per il paese ellenico, ma per tutta l’Europa, in quanto primo test elettorale dopo l’approvazione da parte del governo greco delle misure previste dal piano FMI-unione Europea di austerità, quel memorandum che ha prodotto un attacco senza precedenti ai lavoratori e la conseguente reazione popolare con l’organizzazione di proteste sociali enormi e di scioperi generali a ripetizione. Il KKE è stato indubbiamente premiato per una posizione intransigente di opposizione alla politica sociale ed economica del governo. E’ stato chiaramente percepito, da parte di chi è andato a votare, come la forza maggiormente impegnata nella lotta contro il piano di austerità e controriforme sociali di Papandreu. Una posizione che si distingue per un attacco a entrambi i partiti maggiori, denunciandone le corresponsabilità nella conduzione del paese negli ultimi venti anni. Tant’è che nelle dichiarazioni rese alla stampa da parte della segretaria Aleka Papariga, per il secondo turno il KKE invita a non votare per nessun candidato dei due maggiori partiti. Insistendo sul carattere politico generale dato alla campagna elettorale da parte del KKE, sulla richiesta di un voto contro il bipartitismo Pasok-ND e la loro politica economica e sociale, la segretaria comunista ha ribadito la necessità di continuare nella mobilitazione e ha stigmatizzato la reazione del Pasok, la sua intenzione di continuare ad andare avanti senza tener conto di un risultato elettorale che secondo il KKe rappresenta una evidente bocciatura dell’azione del governo.
Ma l’altro dato politico enorme di queste elezioni è indubbiamente l’ astensione, che ha raggiunto livelli senza precedenti. La delusione e la rabbia per le misure antipopolari del governo socialista a guida Pasok ha spinto moltissimi a disertare le urne. Ma è questo esodo dalle urne a mantenere in realtà in vita il governo socialista. Chi voleva sanzionare così il governo, lo ha in realtà rafforzato. Tutti infatti, nel dopo voto, come spesso accade, si sono dichiarati soddisfatti. Il Pasok e Papandreu, che traggono dalla tenuta relativa e dal fatto di aver mantenuto la posizione di primo partito la motivazione per continuare nell’azione di governo e giustificare la propria azione, allontanando così lo spettro di elezioni anticipate. Nuova Democrazia, il partito conservatore, è invece felice di aver ridotto il distacco da i socialisti. In realtà è il sistema bipartitico a traballare. Su questo insiste Alexis Tsipras, Presidente del Synaspismos, l’altro partito della sinistra radicale, nel commentare i risultati del suo partito, che conferma i dati delle passate elezioni politiche e che aveva scelto in alcuni casi di sostenere candidati socialisti ribelli e contrari al piano del FMI, come nel caso dell’Attica, la regione di Atene, dove ottiene il risultato più significativo. Un primo passo, quello di liste con esponenti socialisti contrari alla politica del Pasok, per cercare di modificare il sistema politico greco, secondo Tsipras. I risultati elettorali e l’astensione sono il segnale della profonda crisi di consenso della politica liberista. Una crisi che si traduce in una messa in discussione del tradizionale bipartitismo greco. La vittoria dei comunisti è il segnale che è a partire dalle lotte sociali e da una battaglia intransigente contro i piani d’austerità e le politiche antipopolari che si può rafforzare e far crescere la sinistra di alternativa, comunista e di classe.

Fonte: Liberazione del 10/11/2010 Fabio Amato: Chi ha paura dei comunisti greci?


Rifondazione c’è!

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

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