Archivio per 7 ottobre 2010

Esondazione Seveso, Gatti: “Occorre più chiarezza sulle risorse e sui progetti!”

Pubblicato il 6 ottobre 2010 da massimogatti

Milano, 6 ottobre 2010. La commissione provinciale ambiente, aperta per l’occasione dall’intervento del Presidente della Provincia di Milano, nonché assessore provinciale all’ambiente, si è riunita nel pomeriggio di oggi a Palazzo Isimbardi per discutere dell’emergenza dovuta all’esondazione del Seveso del 18 settembre scorso.

Il capogruppo in Provincia di Milano per Lista civica un’Altra Provincia-PRC-PdCI, Massimo Gatti, intervenendo in Commissione ha dichiarato: “L’emergenza Seveso tanto emergenza non è dal momento che è da 25 anni, non 25 mesi, che il fiume esonda; ultima, in ordine di tempo, l’esondazione avvenuta la prima settimana di agosto. Mi sarebbe piaciuto che Podestà rendesse conto in aula della completa incapacità ad affrontare la questione da parte di Comune, Provincia e Regione, tutte governate da PDL e Lega Nord. Cos’hanno fatto per prevenire la situazione di emergenza che si è creata il 18 settembre? Assolutamente nulla. Occorre maggior chiarezza in merito ai fondi con i quali si intende far fronte ai milioni di euro di danni prodotti dall’esondazione. Sulla stampa è apparso che fondi non ce ne sono. Dove pensano di recuperarli PDL e Lega nord dopo i pesanti tagli agli enti locali voluti dal Ministro Tremonti? Per quanto riguarda la costruzione di un canale di 11, 2 km che dovrebbe convogliare parte delle acque verso il fiume Lambro, suggerisco a Podestà di verificare gli studi già fatti con competenza dagli uffici provinciali i quali dimostrano che questa soluzione presenta molti aspetti critici. Occorrono serietà e chiarezza per porre fine a questa situazione di emergenza continua che sta procurando enormi danni e disagi non più tollerabili alla cittadinanza e alla vita di tutti i giorni. Occorre rispettare tutte le comunità locali e non scaricare sul Comune di Senago la cattiva gestione del Comune di Milano con opere fortemente penalizzanti di un territorio periferico rispetto alla grande città”.

CONTRIBUTO DISCUSSIONE

Chiudere l’era degli Orazi e Curiazi. Per l’unità dei comunisti. Per l’unità della sinistra.

di Vladimiro Giacchè

su Il Manifesto del 06/10/2010

“ PRC e PdCI sono in verità così poco presuntuosi da non osare l’unica azione ambiziosa che sarebbe nelle loro mani: rimettersi insieme. Per formare una forza dotata di massa critica decente, in grado di rappresentare una sponda solida e affidabile per le lotte sociali”

Per l’unità dei comunisti. Per l’unità della sinistra.

Mentre i dati economici ci raccontano impietosamente un disastro industriale senza precedenti e la crisi seppellisce il mito reazionario del “piccolo è bello”, la politica e l’informazione sembrano avere occhi soltanto per l’appartamento delle libertà in quel di Montecarlo. Nessun ragionamento – che non sia schermaglia tattica – sui problemi infiniti di questo paese. Nessuna idea chiara, neppure a sinistra, sulla risposta da dare alla crisi più acuta degli ultimi 80 anni (la prova migliore: i liberisti invitati da Vendola a spiegare la crisi alle sue Fabbriche…).

Eppure non è difficile capire come stanno le cose. Con la crisi mondiale scoppiata nel 2007 è saltato il modello di accumulazione capitalistica degli ultimi decenni, fondato sulla finanziarizzazione e la crescita a debito (pubblico o privato). Quanto alla crisi italiana, tra le più gravi a livello mondiale, essa dimostra l’assoluto fallimento di un modello di competitività fondato su bassi salari ed evasione fiscale (una volta divenuta inutilizzabile l’altra leva classica, quella delle svalutazioni periodiche della lira). L’obiettivo perseguito da Confindustria e sindacati neocorporativi (CISL, UIL, UGL), governo e buona parte dell’opposizione parlamentare – uscire dalla crisi con un’ulteriore compressione dei salari e una confisca di diritti elementari dei lavoratori – rappresenta quindi un’ulteriore passo sulla via del disastro economico, già così tenacemente percorsa in questi anni.

In questo deprimente panorama mediatico-politico non poteva mancare il Michele Serra di turno con l’ennesima tirata sui “partitini neocomunisti”, ovviamente “presuntuosi e residuali”. Le competenze di Michele Serra in fatto di presunzione sono innegabili; tuttavia su questo punto si sbaglia. Perché PRC e PdCI sono in verità così poco presuntuosi da non osare l’unica azione ambiziosa che sarebbe nelle loro mani: rimettersi insieme. Per formare una forza dotata di massa critica decente, in grado di rappresentare una sponda solida e affidabile per le lotte sociali. E anche per restituire voce a tutti coloro i quali pensano che il capitalismo non costituisca il punto di arrivo della storia e che proprio questo (e non uno spengleriano “tramonto dell’Occidente”) ci racconti la crisi attuale. Secondo questo punto di vista il “dopo” del capitalismo non è un generico “altro mondo possibile”, bensì il controllo sociale dei mezzi di produzione. E al di fuori di questo orizzonte la prospettiva è fatta di regressione sociale, barbarie pseudoidentitaria, distruzione ambientale e probabilmente, in un domani non troppo lontano, di guerra.

È un punto di vista fondato. E anche molto più diffuso di quanto si creda. Chi lo condivide, avverte oggi acutamente l’assenza di un partito comunista. La ricostruzione di questa casa comune, dopo 19 anni, non è in contraddizione con il rafforzamento della Federazione della Sinistra, né con il dialogo con le altre forze progressiste a sinistra e all’interno del Pd. E neppure con possibili alleanze tattiche su obiettivi condivisi, primo fra tutti quello di cacciare un governo che rappresenta un insulto quotidiano al mondo del lavoro, oltreché alla legalità democratica e alla decenza. Ma la ricostruzione di un partito, di una forza organizzata di un qualche peso, in grado di essere presente nelle lotte e di restituire una rappresentanza ai lavoratori, è oggi la priorità assoluta. Abbiamo bisogno di chiudere l’èra degli Orazi e Curiazi che ha devastato la sinistra comunista in questi anni. Non è ancora troppo tardi per farlo. Ma il tempo stringe. E l’alternativa è l’irrilevanza.


Rifondazione c’è!

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

Calendario delle pubblicazioni

ottobre: 2010
L M M G V S D
« Set   Nov »
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031