Archivio per 2 ottobre 2010

Aguzzate la vista!

Ma che fine hanno fatto il “Bilancio partecipato” e “Agenda 21 locale” a Senago?
Qualcuno li ha visti?
No perchè con la stagione della caccia, non vorremmo che si fossero persi, col rischio magari di finire impallinati per opera di qualche incapace.

Però, guardando meglio, anche sul sito del comune non si vedono più i documenti, se non relegati disomogeneamente nella sezione archivio, ed a volte nemmeno accessibili.

Ma la partecipazione non era forse uno dei punti cardini del programma del nuovo governo di destra PDL-LEGA a Senago?

E la prima cosa che hanno fatto appena eletti, è stato di far sparire ogni idea di partecipazione esistente. Puff! Tutto svanito, come se nulla fosse stato. Alla faccia dei cittadini che si sono prestati alla comunità.

E si, loro la intendono un po’ diversamente la partecipazione: “una volta definita ed iniziata la realizzazione di un’opera pubblica, si chiama la popolazione in un’assemblea per spiegare che stanno facendo dei lavori!”.
Come hanno fatto l’altra sera per presentare i lavori (già in corso d’opera) che saranno realizzati nel quartiere Papa Giovanni di Senago. Come se non si vedesse!!!

E la partecipazione allora dov’è? Secondo loro consiste nel prendere atto di ciò che viene fatto.
Un tantino misero, ci sembra.

Piano seveso: I 150 milioni svaniti nel nulla

Tratto da: “La Repubblica — 23 settembre 2010   pagina 1   sezione: MILANO” di Davide Carlucci

I VENTI miliardi di lire della legge 428 del 2001 che il governatore Roberto Formigoni nega fossero destinati alle esondazioni del Seveso – e invece a leggere i documenti dell’ epoca sembra proprio che lo fossero – sono solo una goccia della pioggia di soldi stanziati per evitare gli allagamenti. I FINANZIAMENTI, negli ultimi venti anni, sono molto più cospicui e si avvicinano alla cifra di centocinquanta milioni di euro. Fondi messi a disposizione da vari enti – governo, Regione, Provincia e Comune – ma che non sono mai serviti a risolvere il problema. Così oggi la colpa è della recessione che prima dell’ estate avrebbe congelato, secondo il Pirellone, il piano da 33,4 milioni di euro per il raddoppio dello scolmatore di nord-ovest e per la vasca di laminazione di Senago. Ma è dal 1988, quando era già stato ultimato il primo scolmatore iniziato negli anni Cinquanta, che si susseguono stanziamenti per la bonifica e la messa in sicurezza della rete fluviale che mette a rischio la città e l’ hinterland, con esondazioni e paralisi che si ripetono nei quartieri a nord fin dal 1976. Nel 1997 il ministero dell’ Ambiente stanzia 200 miliardi di lire – i cento milioni di oggi – per la “sistemazione del nodo Lambro-Seveso-Olonaa difesa di Milano”. Un anno dopo l’ Autorità di Bacino del fiume Po inserisce il capoluogo tra le “città a rischio inondazione” ripetendo che «è essenziale risolvere il problema dello smaltimento degli afflussi meteorici del sistema Lambro-Seveso-Olona». Intanto le piogge continuano a mettere in ginocchio il quartiere Niguarda. Si arriva all’ estate del 2001 quando l’ ennesimo scroscio provoca l’ emergenza: crolla il ponte che collegava via Antonio da Saluzzo con via Ornato. Un episodio citato dal senatore dell’ Ulivo Antonio Pizzinato e richiamato alla memoria oggi – in polemica con la Regione, che ricollega invece quello stanziamento a imprecisati interventi a sud della città, in corso Lodi – dal consigliere Chiara Cremonesi, di Sinistra ecologia e libertà. «Nell’ ultimo anno le esondazioni hanno interessato otto volte il quartiere Niguarda dove ha sede anche uno dei più importanti ospedali italiani. Le cause delle esondazioni non iniziano in quel quartiere ma derivano dall’ afflusso delle acque del fiume Seveso… I soldi devono essere utilizzati per risolvere un problema ormai insopportabile per la zona nord della città». Due anni prima, nel 1999, era stato approvato l’ accordo di programma tra Comune, Regione, Autorità di Bacino del Po e l’ Aipo (il vecchio Magistrato del Po) per realizzare opere importanti come il raddoppio del canale scolmatore di nord-ovest da Palazzolo a Senago. Questo finanziamento, accusano i consiglieri comunali del Pd Marco Cormio e Marco Granelli, è come evaporato. «L’ approvazione del progetto preliminare da parte della giunta è dell’ ottobre 2004, con una spesa prevista di 68 milioni di euro, di cui 34 a carico del Comune e 34 a carico di Mm, ma non è seguito nulla di concreto. Anzi. Il progetto, che era rimasto nel Piano delle opere pubbliche fino al 2008, poi è sparito: nonostante nella primavera del 2009 il Comune abbia sottoscritto un nuovo accordo di programma con tutti gli enti competenti». In realtà il raddoppio del canale scolmatore è stato realizzato ma soltanto a metà: non basta perché faccia il suo lavoro deviando le acque. E secondo i tecnici, oltre a essere di difficile realizzazione, non basta neppure a garantire la sicurezza idraulica definitiva. Per l’ Autorità di Bacino la vera soluzione sta nella costruzione di una serie di “vasche di laminazione” lungo il Seveso (e quindi non a Senago n.d.r.) che consentano di rallentare le piene. continua a leggere su repubblica


Rifondazione c’è!

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

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