Il No al referendum è un #NoAlPopulismo, non mancate!

Lasciate stare le ragioni tecniche e costituzionali, pur giuste e importanti, che spiegano perché la porcata antiparlamentare di Di Maio e associati è da bocciare. Fermare il taglio dei parlamentari è una battaglia civile e morale, politica e culturale, contro i demagoghi di governo e i sovranisti d’opposizione.

Le ragioni tecniche sull’inutilità della riduzione del numero dei parlamentari su cui si voterà il 20 e il 21 settembre le trovate in numerosi articoli su Linkiesta, e quasi mai altrove, ma la questione principale per votare No al quesito costituzionale di Di Maio non è che il risparmio annuale sarebbe soltanto dello 0.007 per cento del bilancio statale né che i lavori delle due camere andrebbero in tilt, tantomeno quella bizzarra del Pd secondo cui il taglio dei deputati e dei senatori è un pericolo per la democrazia ma se si cambia anche la legge elettorale allora va benissimo. 

La questione è politica e culturale e non va nemmeno nobilitata dandogli un peso costituzionale, visto che i padri ignobili di questa cosiddetta riforma sono Grillo e Di Battista, Gianluigi Paragone e Vito Crimi, i giornali giustizialisti formatisi nella temperie di Mani pulite e di altre operazioni politico-editoriali di sanificazione pubblica contro la casta.

Come abbiamo scritto già a febbraio su questo giornale, l’unico apertamente contrario alla porcheria made in Di Maio e associati, «dietro questa misura demagogica e apparentemente innocua di voler ridurre il personale politico non c’è un’idea di riforma dello Stato né alcunché di elevato, ma soltanto una visione meschina della politica e una volontà punitiva nei confronti della democrazia parlamentare. Casaleggio padre aveva l’obiettivo di sostituire la democrazia rappresentativa con una piattaforma digitale di sua proprietà, l’erede Casaleggio immagina un futuro senza parlamenti e molta blockchain, l’intendenza grillina viola palesemente l’articolo 67 della Costituzione imponendo ai tanti agenti Catarella mandati in Parlamento un vincolo di mandato e di obbedienza al volere della piattaforma, con tanto di contratto e di penali». 

Dopo aver riempito le istituzioni di mezze calzette e il parastato di compagni di pizziate, svilendo per almeno un paio generazioni la credibilità della politica in modo irreparabile, il taglio dei parlamentari è il secondo passo verso l’abbattimento della repubblica parlamentare per cominciare a sostituirla con quella digitale, qualunque cosa voglia dire.

Nel 1993 Marco Pannella organizzò gli «autoconvocati delle 7», dall’orario in cui riuniva a Montecitorio i deputati sotto attacco della magistratura che li inquisiva e della stampa che li delegittimava, con una delle più funamboliche ma preziose trovate in difesa delle istituzioni della sua ampia e acrobatica carriera.

Fosse ancora tra di noi, Pannella sarebbe senza dubbio il leader della difesa del Parlamento, come in effetti lo sono i suoi eredi confluiti in +Europa. Gli avremmo ceduto il timone degli «autocovoncati de Linkiesta», anche perché il No del prossimo settembre è l’occasione perfetta per i democratici e i liberali e i socialisti, non importa se di sinistra o di destra, non importa se di governo o di opposizione, di fare fronte transpartitico contro gli stronzi. 

Il No al referendum è un No al populismo, è un No ai demagoghi e i sovranisti con le peggiori intenzioni, è la via d’uscita a disposizione del Pd, di Italia Viva e di Forza Italia per liberarsi dall’illusione di poter domare la bestia che ciascuno di loro nei rispettivi schieramenti ha coltivato con insuccesso. La bestia populista non si doma, si sconfigge nel paese e nelle urne. Se non ora, la volta successiva. Ma bisogna provarci, non consegnarsi mani e piedi.

.https://www.linkiesta.it/2020/08/no-referendum-taglio-parlamentari-costo-populismo/

Una perfetta sintesi della decadenza dell’ Italia attuale: una classe dirigente arricchita e pezzente

Una perfetta sintesi della decadenza dell’Italia attuale!!!!!!!!
Come si vede, oltre la narrazione dei ciarlatani politici italiani, quello che realmente emerge è la gigantesca questione morale della quale fanno parte anche loro-
Ma noi siamo veramente convinti che gli investitori stranieri e gli istituti politici e finanziari non li vedano questi fatti???

Non ci stiamo accorgendo che siamo a livello di uno dei paesi sudamericani maggiormente inaffidabili
È in questo momento, con questa credibilità, in Italia c’è chi è convinto e sostiene di rompere con l’Europa. Immaginiamoci cosa sarebbe di una Italia così.

In questo misero paese che è diventato l’Italia con la classe politica che si ritrova sta per avvenire un classico dell’ipocrisia e dell’arroganza del potere.
5 parlamentari e un po’ di consiglieri regionali, ovvero gente super pagata (non il sindaco del piccolo centro che vive del suo lavoro), hanno chiesto e, in parte incassato il bonus dedicato alle partite IVA in difficoltà.
Una volta scoperto il fatto (e non volontariamente) ognuno adduce delle scuse inascoltabili.
Ovvero dopo la immoralità di averlo chiesto, hanno la immoralità di giustificarlo anche in modo sprezzante il loro operato.

È i loro partiti, con i loro leader, con relativi alleati che faranno???
Ma chiederanno le dimissioni del Presidente dell’Inps ovviamente…
Nessuno promuoverà un’iniziativa  per togliere loro l’immunità e fare il gesto di puro valore morale di denunciarli per “truffa ai danni dello stato”!!!

Chissà se qualcuno in Italia, soprattutto quei cittadini che portano il cervello all’ammasso nella fiducia in quei leader si pone la domanda: in quale paese sviluppato accadrebbe qualcosa di simile???
Ah ma noi siamo italiani, siamo sovranisti e degli altri che ce ne fotte. Siamo sempre quelli del ” credere – obbedire – combattere” mai a ragionare.

Paolo Marchesani da Nuova Atlantide.org

Rifondazione Comunista: a 75 anni da Hiroshima Italia firmi Trattato per messa al bando delle armi nucleari

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Il 6 agosto 1945 gli Stati Uniti effettuavano il primo bombardamento atomico della storia. A 75 anni da Hiroshima l’apocalisse nucleare incombe ancora sul futuro dell’umanità e la nuova guerra fredda con la Cina dimostra che il pericolo è più concreto che mai.

Per questo domani come Rifondazione Comunista esporremo di fronte alla base di Aviano in Friuli Venezia Giulia, a Ghedi in Lombardia, a Roma davanti al parlamento (ore 12) e in altre città italiane lo striscione MAI PIU’ HIROSHIMA – disarmo nucleare subito.

In questa ricorrenza tragica rilanciamo la richiesta al governo italiano di sottoscrivere il Trattato per la totale messa al bando delle armi nucleari approvato dall’Onu nel 2017.
Perchè l’Italia non sottoscrive il Trattato come dovrebbe in base alla nostra Costituzione? Perchè tutti i paesi NATO si rifiutano di sottoscriverlo alimentando una nuova folle corsa agli armamenti?

Chiediamo inoltre che l’Italia esca immediatamente dai programmi nuclear sharing della Nato, che cessino gli addestramenti al bombardamento nucleare dei piloti dei Tornado italiani in ambito Nato, si cancelli l’acquisizione degli F35 (cacciabombardieri abilitati al “first strike” nucleare). Si rendano pubblici gli accordi bilaterali (mantenuti segreti dal 1954) che regolano la presenza militare statunitense sul territorio nazionale come primo passo per un loro definitivo superamento e la liberazione del nostro territorio dalle bombe nucleari.

Il governo italiano neghi preventivamente la disponibilità ad ospitare nuovi ordigni nucleari e si sbarazzi in tempi brevi di quelli già presenti!

L’Italia è il paese europeo con più armi nucleari americane. Una palese contraddizione rispetto all’articolo 11 della Costituzione – “L’Italia ripudia la guerra” – e la nostra adesione al trattato di non proliferazione nucleare (TPN).
Nè il governo, nè l’opposizione di destra e nemmeno la regione Friuli Venezia Giulia governata da presunti sovranisti dicono nulla sul trasferimento a Aviano di altre bombe nucleari dalla Turchia e degli F16 dalla Germania.

È ora di rilanciare la lotta per il disarmo nucleare.
Si svuotino gli arsenali, si utilizzino le immense risorse sprecate per strumenti di morte per garantire il diritto a una vita dignitosa a tutti gli esseri umani.
Come ha scritto il giornalista John Pilger “Un’altra Hiroshima sta arrivando…se non la fermiamo ora”.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Gregorio Piccin, responsabile pace
Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Acerbo-Fraleone (Prc-Se): Pd e destra uniti per le scuole private contro la Costituzione

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Il voto quasi unanime ieri del regalo di 300 milioni di euro alle scuole private è un’offesa alla scuola pubblica depauperata da anni e anni di tagli. Pd e destra non si sono neanche preoccupati di imporre ai privati di assumere con contratti a tempo indeterminato e garantendo la retribuzione tutto l’anno insegnanti che spesso hanno la partita Iva. Noi di Rifondazione Comunista ci siamo sempre battuti contro il finanziamento delle scuole private e per il rispetto dell’articolo 33 della Costituzione.

Dalla fine degli anni ’90 il centrosinistra anche su questo ha fatto proprie le posizioni della destra.

In Italia il finanziamento delle scuole private è stato reso possibile dalla legge 62 di parità scolastica del centrosinistra ai tempi del governo D’Alema.

Il voto di ieri non è che un nuovo episodio di assistenzialismo alle scuole private. Pd e destra hanno votato insieme ma la Meloni aggiunge: “non basta, è solo un primo passo”.

Ricordiamo a maggioranza e opposizione l’articolo 33 della Costituzione:

“L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.

La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.

Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.”

Purtroppo questo articolo non esiste per la nostra classe dirigente.

È uno dei tanti esempi che aiutano a capire perché da anni diciamo che c’è bisogno di ricostruire una sinistra alternativa rispetto a tutti i poli esistenti e che si batta per l’attuazione della Costituzione.

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale PRC-S.E.
Loredana Fraleone, responsabile scuola, università e ricerca PRC-S.E.

Baggi (PRC) – Lombardia: Fontana secondo l’indagine della procura “truffatore, bugiardo ed evasore”.

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Ci risiamo, la classe politica leghista non si smentisce mai. Attilio Fontana indagato per “frode in pubbliche forniture” in merito alla vicenda dei dispositivi sanitari destinati alla regione Lombardia.

Ma il quadro di corruttivo e illegale che emerge dalle indagini della Procura porta a galla fatti ben più gravi; Fontana risulta mentitore ed evasore fiscale.
Non solo avrebbe mentito spudoratamente raccontando di non sapere nulla della fornitura alla regione da parte dell’azienda DAMA – di proprietà del cognato e della moglie – ma si è attivato ed ha provato a ricompensare il cognato per il mancato affare tramutandola all’ultimo momento in “regalo” dopo le rivelazioni di #Report.

In fine si è prestato a coprire il tutto non pretendendo come Regione la fornitura di una quota dei camici che il cognato, per rifarsi del buco, ha tentato di vendere a prezzo maggiorato ad una casa di riposo di Varese, città di cui Fontana è stato Sindaco.

Emerge ancora una volta, con questa vicenda, l’internità del personale politico leghista al malaffare, alla corruzione e soprattutto all’appropriazione di denaro pubblico.

Da tempo chiediamo le dimissioni di Fontana per l’irresponsabile gestione della crisi sanitaria. Si intende continuare a far finta di nulla anche ora che si è aggiunto il tentativo di lucrare sulla tragedia?

Baggi PRC Lombardia

Le cose da ricordare.

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Nell’anniversario della morte del comandante “Visone” Giovanni Pesce, vogliamo ricordare la sua figura con questo breve scritto del compagno Claudio Grassi.

13 anni fa ci ha lasciati il compagno Giovanni Pesce. Era caldo a Milano quel giorno, molti erano già in ferie, ma in tante e tanti sono voluti venire per dare l’ultimo saluto al Comandante Visone. Moltissimi erano giovani. Si, perché Giovanni Pesce era amatissimo dai giovani ai quali, nei numerosi incontri che faceva nelle scuole, spiegava che la Resistenza non era mai finita. Che bisognava farla vivere ogni giorno. Non era difficile per lui spiegarlo.

La sua vita è stata una RESISTENZA CONTINUA. Da quando ancora bambino andò a lavorare in miniera a quando andò a combattere volontario in Spagna in difesa della Repubblica, a quando, tornato in Italia, si unì ai partigiani nella lotta al fascismo e al nazismo, diventando gappista e comandante. La sua Resistenza continuò nel dopoguerra, prima nel Pci poi in Rifondazione. Con la sua storia poteva chiedere tutto, invece non chiese mai nulla. Continuò a mettere a disposizione il suo impegno – assieme a Nori – spassionatamente, fino a quando la salute glielo ha consentito.

Di fronte alle miserie della politica di oggi – sempre più vissuta come mezzo per far carriera e non come un impegno e una passione in cui si crede – figure come quelle di Giovanni Pesce svettano per la loro straordinaria coerenza.

Il suo libro” Senza Tregua la guerra deiGap” resta uno dei testi più belli di sempre. Da leggere e rileggere.

Grazie Comandante!

Bene, pensiamo, benissimo!

SegreteriaMilano

Oggi  il Presidente Fontana sbotta sulle pagine del Corriere della Sera : “Insomma Basta! Lo dico con le buone, ma se non sarà sufficiente bisognerà intervenire ancora.

Bene, pensiamo, benissimo!

🏭Finalmente obbligherà a chiudere tutte le fabbriche con produzioni non sanitarie o di beni di prima necessità della Regione.


Finalmente si è accorto che non è una buona idea che ogni giorno centinaia di migliaia di persone si rechino ancora a lavorare, spesso senza  i dispositivi di sicurezza necessari per tutelare la propria salute e quella delle proprie famiglie.

🚉Forse ha visto i treni di pendolari, i vagoni delle metro, gli autobus, i tram dove, avendo tagliato le corse, è impossibile mantenere la distanza di sicurezza.

🏥Oppure intende imporsi per far fare i tamponi al personale sanitario che ne ha bisogno.

E invece no.

Si riferiva a chi fa attività motoria in solitudine e chi porta il cane a fare pipì.

Niente di nuovo sotto il sole quindi, sempre la solita becera strategia. Anche in un momento coì drammatico: il nemico è il tuo vicino di casa che fa il giro del palazzo da solo per sgranchirsi le gambe, è il runner che vaga per il parco, è l’anziano che va in farmacia.🤦‍♀️

⚠️Non il padrone che ti costringe a lavorare e che non è nemmeno in grado di mettere in sicurezza la sua fabbrica ( spesso obsoleta e con sistemi di sicurezza in adeguati anche per tempi “ normali”).

⚠️Non 20 anni di privatizzazioni e tagli che hanno messo in ginocchio il Sistema Sanitario Nazionale.

⚠️Non il fatto di aver rinunciato a produrre in Italia ciò che ora elemosiniamo dal resto del mondo.

Ma le persone non sono stupide, caro Fontana, e il re è ormai nudo.

#coronavirus
#Fontana

La Sgreteria del Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Milano

17 Marzo 1991: Il referendum cancellato dalla storia; quando i popoli sovietici votarono “SI” alla preservazione dell’ URSS….

 

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Una storia che pochi conoscono

Accadde oggi:

Il 17 marzo 1991, i cittadini dell’Unione Sovietica furono chiamati alle urne per esprimere il loro parere in un referendum sul mantenimento dell’URSS.
I nazionalisti avevano raggiunto posizioni chiave nella leadership del PCUS, le politiche economiche di Gorbaciov stavano facendo colare a picco il paese;i paesi occidentali stavano lavorando senza sosta per arrivare allo scioglimento dell’URSS e alla fine del suo sistema socialista.

Gran parte delle autorità sognavano di rompere l’Unione Sovietica e in seguito saccheggiare quello che fino a quel momento apparteneva al popolo: fabbriche, terreni, macchinari, aziende, ecc. Ma i popoli sovietici sapevano che con la fine dell’URSS solo le oligarchie createsi in quegli anni avrebbero vinto e per questo motivo tentarono di evitarlo tramite il referendum. I risultati parlano da soli, la volontà di mantenere l’Unione Sovietica ha avuto un ampio sostegno popolare. Più di 185 milioni di persone furono chiamate alle urne, di questi circa 150 milioni degli aventi diritto si recarono a votare.

Il 77,8% degli elettori votò “Sì ” per il mantenimento dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, solo il 22,2% votò contro!!!!
Il “sì” ottenne quasi 80 milioni di voti in più.
In alcune repubbliche le autorità tentarono di sabotare il referendum, temendo proprio questo risultato incredibile.

Ecco i risultati nelle diverse Repubbliche (in percentuale):
Armenia 71,6 in favore, 27,2 contro
Azerbaijan 94,1 a favore, 5,9 contro
Bielorussia 82,7 a favore, 17,3 contro
Georgia 98,9 in favore, 0,7 contro
Kazakistan 95,6 a favore, 4,4 contro
Kirghizistan 94,5 a favore, 5,5 contro
Russia 71.3 a favore, 28.7 contro
Tajikistan 96,2 a favore, 3,8 contro
Turkmenistan 98,3 a favore, 1,7 contro
Ucraina 70,2 a favore, 29,8 contro
Uzbekistan 94,8 in favore, 5,2 contro

Mesi dopo, la volontà “democratica” dei popoli sovietici fu tradita negli uffici. Yeltsin in testa, con il sostegno dell’Occidente e di Gorbaciov, sciolse l’URSS.
Questi individui non solo tradirono la Costituzione, ma anche la volontà e la scelta “democratica” di centinaia di milioni di persone.
di Marco Barzanti

Riferimenti:
https://dletopic.ru/…/4…/Miting-za-sohranenie-SSSR,-1991-god
https://contropiano.org/…/17-marzo-1991-77-dei-sovietici-di…https://elroldelobrero.wordpress.com/…/los-pueblos-soviet…/…http://sevkprf.ru/%D1%81%D0%B5%D0%B2%D0%B0%D1%81%D1%82%D0%…/

Acerbo-Ferrero (PRC-SE): i sindacati dichiarino lo sciopero generale. Contro il contagio, si fermino tutte le attività non indispensabili

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Il segretario nazionale di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo e il vicepresidente del Partito della Sinistra Europea Paolo Ferrero dichiarano:

“E’ molto grave che il governo subendo le pressioni del padronato non abbia deciso di sospendere le attività lavorative in tutti i settori non indispensabili. La salute si ferma davanti ai cancelli di fabbriche e aziende.

E’ una scelta sbagliata e incoerente che trasforma milioni di lavoratrici e lavoratori in involontari veicoli del contagio ponendo i profitti delle imprese al di sopra del diritto alla salute.

Tutti sanno che nella maggior parte dei luoghi di lavoro in questi giorni non sono state garantite le precauzioni che sarebbero indispensabili e che non vi è stata alcuna iniziativa significativa di governo e regioni per attivare la medicina del lavoro e i controlli in maniera sistematica.

Rifondazione Comunista esprime il massimo sostegno agli scioperi che le RSU stanno promuovendo in tutta Italia per richiedere il fermo, dalla Electrolux di Susegana (TV) a Fincantieri di Muggiano. Invitiamo le RSU in tutto il paese a seguire l’esempio.

Se non ci pensa il governo i lavoratori si difendano da soli come hanno fatto tante volte nella lunga storia del movimento operaio italiano.

Rifondazione Comunista-Sinistra Europea invita i sindacati a indire lo sciopero generale in tutti i settori non strettamente indispensabili alla vita dei cittadini e alla lotta contro il coronavirus!

Il governo garantisca cassa integrazione a tutte le lavoratrici e i lavoratori e un reddito di quarantena alle partite IVA.

Che il governo non chiuda le fabbriche e gli uffici è una follia omicida che aiuterà il virus di diffondersi.

L’inciucio tra governo e Lega Nord è basato sul cedimento alle folli posizioni degli industriali che guardano ai loro profitti e non alla salute di chi lavora e alla lotta contro il contagio.

Lavoratrici e lavoratori scioperando contro il contagio difendono l’interesse generale del paese e un diritto sancito dalla Costituzione.

Prima la salute, poi i profitti!”

L’emergenza Coronavirus richiede il rafforzamento della Sanità Pubblica e non deve alimentare la speculazione Privata

OIP

Le recenti misure approvate dalla Giunta lombarda sulla collaborazione tra sanità pubblica e sanità privata hanno una serie di conseguenze molto gravi che dovrebbero subito essere chiarite e corrette.

In particolare, è prevista la possibilità per le strutture private di reclutare e cedere personale alle strutture pubbliche senza alcuna intermediazione della Regione. Il personale medico e infermieristico va invece assunto attraverso avvisi pubblici garantendo l’inquadramento contrattuale e non reclutato tramite cooperative o altre forme di esternalizzazione dei servizi che alimentano serbatoi di personale precario e sottopagato.

Per lasciare spazio ai pazienti affetti da Coronavirus sono inoltre sospese tutte le visite ambulatoriali non urgenti nelle strutture pubbliche e private convenzionate. Queste si riverseranno inevitabilmente sulla sanità privata non convenzionata.

Per la tutela della salute pubblica è urgente definire, da parte della Regione, che queste visite siano effettuate al solo costo del ticket, senza alcun onere aggiuntivo a carico dei singoli e della collettività.

A quanto sopra, va aggiunto che l’Assessore al Welfare Giulio Gallera non ha spiegato come le strutture private stiano collaborando alla gestione dell’emergenza, con quali costi a carico della collettività, né con quali criteri sia gestito il convenzionamento delle nuove strutture che, in questi giorni, sta registrando un’accelerazione senza precedenti.

I provvedimenti della Giunta lombarda sembrano dunque andare verso il rafforzamento del ruolo della sanità privata, pronto per essere certificato e reso strutturale non appena l’epidemia di Coronavirus sarà superata.

Questa emergenza, invece, è la dimostrazione che l’intero sistema sanitario regionale lombardo va rivisto e ripensato, restituendo ai cittadini e alle cittadine un servizio sanitario fondato sulla sanità pubblica, unico vero presidio a tutela della collettività e della salute di cittadini e cittadine.

E’ al sistema sanitario nazionale, ai suoi medici e operatori, che oggi è affidata la gestione dell’emergenza, una battaglia resa ancora più complessa dai tagli continui che hanno comportato una riduzione crescente dei posti letto e del personale medico e infermieristico necessario a renderli operativi.

Auspichiamo infine che il Governo intervenga per garantire la corretta gestione del coinvolgimento del privato convenzionato e guidi la necessaria revisione dell’attuale sistema sanitario lombardo e che il Sindaco di Milano, Beppe Sala, a cui spetta il ruolo di garantire la salute pubblica dei suoi cittadini e delle sue cittadine, sostenga e promuova una rinnovata centralità della sanità pubblica, a partire da Milano.

Da subito e guardando alle sfide che i prossimi 10 anni ci porteranno ad affrontare.

Diem25 Milano, èViva, Milano in Comune, Partito Comunista Italiano, Possibile Milano, Punto Rosso, Partito della Rifondazione Comunista – Milano, Sinistra Anticapitalista Milano, Sinistra Italiana Milano e Lombardia, SinistraXMilano, Socialisti in Movimento.

Per contatti: permilano.2030@gmail.com


Rifondazione c’è!

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

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